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Lo storico dell’arte Tomaso Montanari, ospite dell’Accademia del Libro, parla del rapporto delle amministrazioni col turismo: «Serve amore» 

Paletti a Montemerano e Museo su Caravaggio «Errori e mostruosità»

l’intervistaivana agostini«Ma che, sono grulli?». Tomaso Montanari, docente di Storia dell’Arte all’Università Federico II di Napoli, lo esclama davanti ai dodici paletti fissati alla pavimentazione...

l’intervista

ivana agostini

«Ma che, sono grulli?». Tomaso Montanari, docente di Storia dell’Arte all’Università Federico II di Napoli, lo esclama davanti ai dodici paletti fissati alla pavimentazione della piazza davanti alla chiesa di San Giorgio a Montemerano (Manciano).

Montanari domenica era ospite dell’Accademia del Libro di Montemerano per parlare del suo libro, “Cassandra muta. Intellettuali e potere nell’Italia senza verità”. Impossibile non parlare dei paletti, voluti dal Comune per dissuadere gli automobilisti a parcheggiare, che hanno messo in subbuglio l’intero paese, tra i Borghi più belli d’Italia.

Per molti, compresa l’Accademia del Libro che ha scritto al sindaco di Manciano, Mirco Morini per chiederne la rimozione, i paletti hanno snaturato l’armonia della piazza.

Ancora prima di vederli dal vivo, Montanari ha parlato dei dissuasori all’inizio del suo intervento, in biblioteca. «Qual è il modo corretto di governare il turismo nelle città d’arte è una questione che si ripropone spesso – dice lo storico dell’arte –. Mettere dei paletti in una piazza storica può sembrare una piccola cosa ma forse è il sintomo di una malattia, di un modo malato di avere a che fare col turismo. Tutti siamo convinti che i luoghi belli del nostro paese siano beni comuni ma se questi beni comuni non vengono trattati con saggezza finiscono col non essere di nessuno, col distruggersi. I paletti nella piazza di Montemerano sono soluzioni sbagliate per problemi che esistono e che forse andrebbero governati con più amore e più intelligenza».

Alla fine della conversazione sul suo libro, Montanari è andato in piazza per vedere con i propri occhi. La reazione è stata di profondo stupore. «Si può sbagliare – commenta mentre ammira la piazza in cui filtra la luce del sole al tramonto – ma l’importante è riparare». Per lui quei paletti devono scomparire dalla piazza. Questo è l’unico modo per restituire armonia e splendore a quel luogo storico.

Ma non solo di Montemerano ha parlato Montanari. Allo storico dell’arte, che il 19 agosto sarà in piazza Santa Barbara a Porto Ercole (Monte Argentario) per parlare di Caravaggio, Il Tirreno ha chiesto un’opinione sul Museo dedicato proprio a Caravaggio, a Porto Ercole, la cui realizzazione sembra ormai tramontata con l’avvento della nuova giunta comunale argentarina guidata da Franco Borghini.

Per Montanari il Museo «non s’ha da fare. Non serve a nulla», taglia corto. A suo parere quel che invece serve è «un Museo della città: un luogo dove chi va in vacanza a Porto Ercole conosca la storia del luogo, la sua cultura, la storia legata alla pesca. Questo dovrebbe essere realizzato nell’ex asilo dove l’amministrazione di Arturo Cerulli voleva realizzare il Museo. Nella storia di Porto Ercole, Caravaggio non è che un minuscolo dettaglio».

A chi crede che la realizzazione di un Museo servirà a

portare turismo, Montanari risponde: «Il turismo non ha bisogno delle false notizie. Tenere meglio le spiagge, svuotare i cassonetti più spesso, creare un lavoro di qualità: forse questo favorisce il turismo, non delle ossa e un monumento “mostruoso” dove le ruspe sarebbero utili». —

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