Quotidiani locali

monticello amiata 

Il Comune “dimentica” di invasare le piantine Ci pensa un pensionato

monticello Si improvvisano giardinieri e “salvano” le piantine dimenticate sulla piazza. A Monticello Amiata (Cinigiano) domenica scorsi si è svolta “Artificia necessaria, mestieri e sapori di un...

monticello

Si improvvisano giardinieri e “salvano” le piantine dimenticate sulla piazza. A Monticello Amiata (Cinigiano) domenica scorsi si è svolta “Artificia necessaria, mestieri e sapori di un tempo”. La mattina, però, c’è stato un fuori programma con un mestiere non contemplato dagli organizzatori: il giardiniere.

Una storiella curiosa di paese raccontata da Mario Simoncioli, una delle anime di Monticello, sempre in veste di volontario quando c’è da trovare qualche soluzione. «Gli addetti del Comune – racconta –mettevano a dimora piante di fiori per abbellire l’ arredo urbano ma si sono dimenticati in piazzetta una cesta di piantine da sistemare in due grandi vasi di coccio. Le piante soffrivano sotto il sole e nessuno si azzardava a compiere un gesto semplice quanto efficace: piantare i fiori nei vasi».

L’autorizzazione del Comune non c’era e troppi occhi erano pronti a criticare. Tutti fermi, dunque, mentre le piantine soffrivano al sole.

«Allora – prosegue – qualcuno ha azzardato a telefonare in Comune. Era chiuso perché era domenica, e il vigile che ha risposto ha tagliato corto, invitandoci a parlare con l’ufficio tecnico. Che però non ha presidio festivo».

A questo punto si è fatto avanti un signore. «Era Giampaolo Tanganelli – racconta ancora Simoncioli – dirigente in pensione di un’azienda di Grosseto, molto legato a Monticello tanto da fare da volontario molti lavoretti. Anche stavolta, spalleggiato dal suo amico Umberto, arrivato da Firenze, e da un altro amico, Romeo, ha deciso di piantare quei fiori “comunali”. Non è giardiniere ma ha appreso alcuni rudimenti dalla moglie Clara. Intanto io chiedevo l’autorizzazione a un ex consigliere comunale». Così i tre amici si gettano nell’impresa e, trovati arnesi, guanti e soprattutto acqua (Renato arriva con l’Ape arancione e la scorta), Tanganelli compie l’opera fra gli applausi dei turisti (foto).

Ma la cosa non a tutti va giù. «Alcuni – dice Simoncioli – lo hanno definito un lavoro inutile, perché le piante non riusciranno a crescere. E questo perché una masnada di giovani continua a giocare in piazza a pallone, devastando fiori, rompendo vasi, mettendo a rischio l’apparecchio della Misericordia col defibrillatore e anche

rompendo vetri delle case vicine».

Eppure – dice Mario invitando l’amministrazione a intervenire – «si sa che in tali piazze sono proibiti questi giochi. Noi però continuiamo lo stesso a tenere in ordine il paese e terremo d’occhio anche questi vasi sulla pubblica piazza». —

TrovaRistorante

a Grosseto Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro