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La storia di Lazzaretti cantata nei luoghi del Profeta

Da domani sulla vetta di Monte Labro Luciano Ghersi presenta una narrazione scenica della vita del Cristo dell’Amiata

ARCIDOSSO

Da domani al 17 agosto sulla vetta di Monte Labro (Arcidosso) Luciano Ghersi presenta “Cantà Davide”, narrazione scenica della storia di Davide Lazzaretti composta da Angelo Pii, poeta contadino e apostolo di Davide. Dieci appuntamenti, in orari diversi, diurni e serali, ciascuno per un canto del poema composto da chi all’epoca dei fatti c’era, per cantarlo a tutti, seguaci e non: Angelo Pii, il Poetino, che cantò la storia in un poema di oltre mille strofe, ottomila versi incatenati in rima.

In “Cantà Davide”, Ghersi indossa il variopinto costume da Apostolo, riproduzione fedele degli abiti indossati dai numerosi seguaci del Lazzaretti. Si vuole così far conoscere e rivivere, oggi, la storia di Davide Lazzaretti (Arcidosso 1834, Bagnore 1878) nei suoi luoghi, ancora meta di turisti e “pellegrini”.

Proprio nel 140° anniversario della sua esecuzione da parte della Polizia Sabauda, avvenuta il 18 agosto 1878, nel corso della “mascherata” mistica tra il 14 e il 18 agosto, che voleva segnare la seconda venuta di Cristo, con l’inizio di una nuova età di giustizia sociale. Insieme a lui morirono altre quattro persone e trenta circa furono i feriti, tutti poveri contadini, che dopo la strage furono processati e arrestati.

Davide Lazzaretti, detto “il Cristo dell’Amiata” elesse il Monte Labro a sede della sua attività sociale e mistica; nel 1869 vi costruì una Torre a forma di spirale e un eremo, i cui resti sono visibili ancora oggi. Barrocciaio di mestiere, come suo padre, sin da ragazzo in Maremma subì febbri alte con visioni mistiche che lo condussero a intraprendere un personalissimo percorso spirituale. Fondò una comunità che si rifaceva alle prime comunità cristiane, a valori quali uguaglianza, solidarietà e lavoro in comune per combattere la povertà. Il simbolo della sua nuova Chiesa Giusdavidica era composto da due C contrapposte con in mezzo una Croce, per significare una seconda venuta di Cristo.

Considerato pazzo e sovversivo dalla Chiesa, perseguitato dalla legge, conquistò invece personaggi illustri, in Italia e all’estero, come Lombroso, don Bosco, Maupassant, Gramsci, Verga, Tolstoj e padre Balducci.

Anche Simone Cristicchi ha voluto dedicare a Lazzaretti un libro “Il secondo figlio di Dio”, divenuto poi uno spettacolo teatrale. —

Monte Labro. Domani alle 22, repliche il 15, 16 e 17 agosto, sempre alle 8, alle 18 e alle 22. Infor: 338 6762691



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