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Conapo lamenta: «Mezzi vecchi e la Regione dà i fondi alle associazioni». Cvt: «Non si inventino competenze non loro» 

Incendi nei boschi, scoppia la polemica tra il volontariato e i vigili del fuoco

il casofrancesca ferriGiù le mani dall’anticendio boschivo. E non si usi la “scusa” che i fondi regionali finiscono alle associazioni di volontariato anti-incendio, invece che nell’acquisto di nuovi...

il caso

francesca ferri

Giù le mani dall’anticendio boschivo. E non si usi la “scusa” che i fondi regionali finiscono alle associazioni di volontariato anti-incendio, invece che nell’acquisto di nuovi mezzi per i vigili del fuoco, per accaparrarsi una materia che spetta alla Regione.

È polemica aperta tra il sindacato dei vigili del fuoco Conapo e il Coordinamento del Volontariato antincendi boschivi della Toscana (Cvt). Nel mezzo ci sono la Regione Toscana con le sue scelte sull’erogazione di fondi per l’antincendio, e due attività svolte in provincia di Grosseto: il servizio antincendio per due mesi d’estate a Castiglione della Pescaia, costato alla Regione 45mila euro, e il presidio estivo sull’isola del Giglio, che conta 5 persone e viene allestito da molti anni, anch’esso a carico della Regione.

Va precisato che i vigili del fuoco hanno la competenza sugli incendi in zone urbane: edifici, fabbriche, al massimo sterpaglie e campi seminati. L’antincendio boschivo è invece appannaggio delle Regioni che vi operano con proprio personale e con l’aiuto di tantissime associazioni di volontari (Vab, La Racchetta…). In Toscana il Cvt conta 135 sedi e 4500 volontari formati e attrezzati.

Nei giorni scorsi il Conapo ha scritto alla neoprefetta di Firenze lamentando che la Regione si sia limitata a finanziare solo le due attività dei vigili del fuoco in provincia di Grosseto oltre al personale delle sale operative, per un totale di 400mila euro. Troppo pochi, secondo i vigili del fuoco, che avrebbero bisogno di nuovi mezzi e citano casi in cui il camion si è guastato mentre andava a prestare soccorso.

Per il Conapo la mancanza di fondi è dovuta al loro dirottamento sulle associazioni di volontariato, che sarebbe stato potenziato «a discapito dell’operatività dei vvf».

Ed è qui che il Cvt si è sentito chiamato in causa e puntualizza: la competenza sugli incendi boschivi «non è mai tornata in seno al corpo nazionale vigili del fuoco» e non si può affidare l’antincendio boschivo ai vigili del fuoco, sostiene il Cvt, perché la pianificazione forestale e i suoi interventi preventivi sono «materia del tutto estranea alla cultura dei vigili del fuoco, ben specializzati in interventi complessi» ma «di altra natura». Tanto che «le Regioni che hanno affidato ai vigili del fuoco la gestione dell’Aib (antincendio boschivo) hanno avuto superfici bruciate medie da 5 a 15 volte quelle percorse in Toscana».

La puntualizzazione arriva dal presidente del Coordinamento del Volontariato Antincendi boschivi Gabriele Salvadori, che in una lettera aperta cita leggi e circolari secondo a spegnere gli incendi nei boschi deve pensarci il Servizio antincendio boschivo della Regione, non i vigili del fuoco.

E proprio sugli stessi costi citati dal Conapo insiste anche Salvadori. «Se il soccorso tecnico urgente sul territorio nazionale è materia statale, evidentemente l’Isola del Giglio non deve farne parte se deve essere la Regione Toscana ad assicurare il servizio su una porzione di territorio italiano abitata e piena di turisti. E cosa dire confrontando il costo della squadra dei vigili del fuoco di Castiglione della Pescaia con le 135 sedi del volontariato Cvt, pronte a intervenire con uomini e mezzi 24 ore su 24? Il costo di un tale servizio, se calcolato con questi parametri, dovrebbe essere di 6 milioni e 75mila euro, mentre la somma erogata al volontariato è di poco superiore al doppio di quella erogata ai vigili del fuoco, arrivando a coprire appena il 20% delle spese vive (carburante, assicurazioni, attrezzatura). Il resto delle spese di gestione, ammortamento mezzi, manutenzione e affitto sedi, acquisto dispositivi di protezione individuale, visite mediche, investimenti e aggiornamenti attrezzature, deriva dal sacrificio dei volontari che si impegnano in raccolte fondi, servizi vari, campagna 5x1000 e altro – dice il presidente –. Per tale motivo riteniamo profondamente sbagliato il tentativo di utilizzare un problema stagionale come quello degli incendi boschivi per cercare di ottenere risorse da impegnare nel servizio tecnico urgente», conclude.

Il Cvt ribadisce la propria vicinanza

ai vigili del fuoco e ne riconosce le difficoltà e la necessità di rinnovare il parco mezzi, ma chiede anche che operino «senza inventarsi nuove competenze aggiuntive sugli incendi di bosco che non sarebbero comunque in grado di sostenere e che la legge non prevede». —



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