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Sorpresa, a Fiumara spunta il giglio di mare: ecco la straordinaria scoperta di un kiter

Impollinata dalle falene della notte, è una pianta rara, protetta e a rischio estinzione. Ma sul litorale grossetano ha trovato il suo habitat 

FIUMARA. Ormai è una pianta piuttosto rara ma sulla spiaggia di Grosseto ha trovato terreno ideale per mettere radici – pardon, bulbi – e per mostrare il meglio di sé: il fiore bianco. Sorpresa: sono spuntati i gigli di mare lungo gli stradelli sabbiosi che scivolano sulla spiaggia di Fiumara, al piede della duna e nell’habitat sabbioso di essa. Se ne sono accorti i gestori di tre concessioni demaniali per kitesurf e per windsurf: gli sportivi hanno colto la straordinarietà della fioritura e si sono fatti avanti perché quei gioielli – tanto preziosi quanto inaspettatamente donati – fossero custoditi.



Siamo tra la bocca di Fiumara e laddove la spiaggia di Grosseto sfuma in quella di Castiglione della Pescaia. Il primo a fare la scoperta è stato Lorenzo Leoni del Kite’s Angels, che ha contattato Guido Donnini, l’agronomo e tecnico che si era occupato di valutare se e quanto le strutture temporanee delle tre concessioni demaniali sportive di Fiumara – del Kite’s Angel, Kite Beach Fiumara e Sunset, circa 7mila mq di spiaggia – fossero in linea con i cosiddetti dettami dei Sito di Importanza Comunitaria: qui del resto siamo nel Sic della Pineta del Tombolo, cioè in un’area di grande pregio naturalistico.



Così Donnini ha contattato a sua volta Maurizio Zaccherotti, che è il presidente di Terra Mare, associazione che rileva e disegna la geografia della presenza della rara pianta bulbosa sulla costa grossetana. Ora che si sa che lì ci sono, i gigli di mare sono mappati e dunque al sicuro, dove la Natura ha deciso di farli spuntare.



Anche Il Tirreno si è messo sulle tracce del giglio bianco in compagnia di Donnini. Si lascia l’auto nel parcheggio della Canova. Si imbocca il sentiero che si apre tra la macchia mediterranea. Si procede dritti. E quando si intravede il mare, ecco il primo bulbo, fiorito sulla sabbia dello stradello. E ce ne sono altri, disseminati sul litorale: sulla duna e al piede di essa; uno, per esempio, ha fatto capolino a pochi metri dalla casina del Kite’s Angels: a mo’ di portafortuna. «Il giglio di mare è una pianta rara – conferma Donnini, ma sul nostro litorale ha trovato un ambiente favorevole: asciutto e protetto dal vento».



È affascinante scoprire come nasce e come cresce: impollinato da falene notturne – le cosiddette falene del giglio – è una pianta “generosa”: colonizza gli ambienti poco favorevoli per altre specie vegetali e li rende fertili – creando una sorta di substrato – perché possano attecchire. Dal 2000, una legge della Regione Toscana la protegge e ne vieta il

danneggiamento, l’estirpazione, la distruzione e la raccolta: se si toglie via il bulbo, infatti, il giglio di mare non nascerà più. Adesso è in fioritura mentre ad ottobre si trova il seme, che, curiosamente, assomiglia ad un carboncino. –




 

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