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Entrano di nascosto nella Villa Romana Sei giovani sorpresi e denunciati

Che qualcuno entrasse di nascosto nella Villa Romana di Giannutri, da solo, fuori orario e senza l’accompagnamento delle guide, come prescrive il regolamento del sito archeologico inserito nel Parco...





Che qualcuno entrasse di nascosto nella Villa Romana di Giannutri, da solo, fuori orario e senza l’accompagnamento delle guide, come prescrive il regolamento del sito archeologico inserito nel Parco nazionale Arcipelago Toscano, era più di un sospetto. Del resto quella degli ingressi abusivi nell’antica, splendida ma fragile villa, è una piaga storica. Così i carabinieri forestali della stazione “Parco” di Isola del Giglio hanno svolto le loro indagini, hanno fatto i loro appostamenti e hanno sorpreso sei ragazzi, tutti poco più che 18enni, in “visita abusiva” al sito. Per i sei è scattata una denuncia penale.

Da mesi il personale del Parco e i carabinieri si erano accorti che la rete metallica di recinzione era bucata e che qua e là c’erano tracce del passaggio di ignoti entrati abusivamente nel sito archeologico.

Dopo alcuni appostamenti, i militari hanno sorpreso mercoledì nel tardo pomeriggio i sei ragazzi. Tutti stanno soggiornando sull’isola con le famiglie. A un primo riscontro – comunica il Parco – pare che non abbiano prodotto danni apparenti, forse anche grazie all’intervento dei carabinieri.

«Proprio per la delicatezza dei luoghi – spiega il Parco in una nota – gli accessi all’area archeologica sono regolamentati in tre turni giornalieri di 25 persone a volta, con accompagnamento di una guida che, oltre a fornire informazioni, dà indicazioni sui percorsi pedonali e sul comportamento da tenere all’interno del sito per evitare danni da calpestio o asportazione di materiale», come i mosaici.

L’attenzione e il lavoro di sorveglianza del sito non smetteranno finché la piaga degli accessi abusivi non verrà sanata. Per questo il Parco sostiene il lavoro dei carabinieri e da tempo la reciproca collaborazione ha consentito di aumentare il livello di attenzione anche sull’isola più a sud dell’Arcipelago, su cui da anni manca un presidio fisso di polizia, manca un ufficio del Comune e anche la delegazione di spiaggia della capitaneria è venuta meno da qualche anno.

Grazie alla messa a disposizione di un alloggio, da due anni è possibile far risiedere sull’isola i militari che prima potevano sostare

solo poche ore, costretti a ripartire con l’ultimo traghetto. Con questa facilitazione logistica è possibile dare una risposta più importante sia come presidio del territorio, in piena estate interessato da moltissime presenze anche stanziali, che come lavoro continuativo di fondo. —

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