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rifiuti: emergenza occupazione 

Ottanta dipendenti interinali di Sei rischiano di perdere il posto di lavoro

Contratti scaduti, non tutti sono stati rinnovati tramite coop Possibili disagi per i servizi, i Comuni lanciano l’allarme

GROSSETO

Duecentocinquanta dipendenti interinali di Sei Toscana rischiano di perdere il posto di lavoro a causa delle modifiche apportate dal cosiddetto “Decreto Dignità”. Circa 80 sono della provincia di Grosseto.

Alcuni dei contratti sono scaduti tra venerdì e sabato e ad avere la peggio, con la nuova cornice normativa, sono proprio i lavoratori più deboli della società che gestisce il servizio integrato dei rifiuti urbani nelle province dell’Ato Toscana Sud (Arezzo, Grosseto, Siena e sei Comuni della provincia di Livorno). Da ieri il rischio è che in alcuni servizi si avverta la mancanza di addetti. Gli amministratori dei Comuni interessati pretendono di garantire l’efficienza della raccolta dei rifiuti e chiedono dialogo tra Sei Toscana e sindacati. La reazione più forte è quella del primo cittadino di Monterotondo Marittimo Giacomo Termine, ormai portavoce dei sindaci Pd sulle questioni più spinose: «L’azione di cambiamento del governo gialloverde – scrive – è indubbiamente veloce e gli effetti delle scelte attuate si possono registrare anche vicino a noi. Sei Toscana, l’impresa che gestisce la raccolta e smaltimento rifiuti, a seguito del decreto dignità, che ha cambiato le norme sui contratti a termine e i contratti interinali, ha deciso di mandare a casa 250 lavoratori interinali. La lettura del decreto non è chiara e il legale ha consigliato l’azienda di non rinnovare i contratti. Per garantire i servizi è stata trovata la soluzione di esternalizzare alle cooperative del territorio e una parte del personale, nel fine settimana, ha cambiato maglia. Non si sa al momento se le cooperative chiameranno gli stessi lavoratori. Non si conoscono le garanzie per questi lavoratori, ma soprattutto mi domando dove sta la dignità in tutto ciò. Al momento il risultato è presto riassunto: disagi per i cittadini, perché molti servizi si interromperanno, un grave danno per l’impresa, un dramma per molte famiglie».

«La cosa più spiacevole – spiegano alcuni dei lavoratori coinvolti – è che nessun responsabile dell’azienda fino a ora ci ha messo la faccia, per incontrarci, o almeno per avvertirci noi di ciò che stava accadendo. Duecentocinquanta persone si sono ritrovate da un giorno all’altro senza contratto. C’è chi piange, chi si dispera, chi minaccia… Alcuni di noi sono due anni che lavorano in Sei Toscana come interinali… Siamo tutti angosciati e chiediamo sostegno ad assessori e sindaci dell’area vasta».

E Giacomo Termine promette che questo sostegno ci sarà. «È davvero fastidioso il silenzio colpevole di questo governo e nell’inerzia dei sindacati. La perdita di 250 posti di lavoro è un fardello pesantissimo, un colpo sociale. È da irresponsabili determinare queste situazioni,

è da irresponsabili non fare tutto il possibile per evitarle. Il mio vuole essere anche un appello a tutte le istituzioni, ai deputati eletti in tutte le liste, e in particolare a quelli che rappresentano la maggioranza governativa nelle nostre terre: facciamo squadra. Fermiamoli». –

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