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“amici miei” di campagnatico 

Palazzesi, è arrivata l’archiviazione del gip anche nel merito

GROSSETOPer Massimiliano Palazzesi (foto) è arrivata anche l’archiviazione nel merito. Nei confronti dell’imprenditore 50enne, finito sotto inchiesta ( “Amici Miei” di Campagnatico) nel 2009 in...

GROSSETO

Per Massimiliano Palazzesi (foto) è arrivata anche l’archiviazione nel merito. Nei confronti dell’imprenditore 50enne, finito sotto inchiesta ( “Amici Miei” di Campagnatico) nel 2009 in qualità di responsabile della società Perna, vi era stata una prima pronuncia che faceva però riferimento alla prescrizione: prescrizione cui Palazzesi, assistito dagli avvocati Luciano Giorgi e Carlo Valle, aveva rinunciato in precedenza. Il caso era finito in Cassazione, che aveva annullato quel decreto.

Adesso il gip Sergio Compagnucci ha depositato il nuovo provvedimento: «Vi sono concrete e sensate ragioni per disporre l’archiviazione del procedimento». E nelle motivazioni il giudice ripercorre le richieste del pm e le ragioni del gip di allora, che aveva disposto la custodia cautelare in carcere per il reato di corruzione in concorso, in relazione a numerosi appalti per il Comune di Campagnatico, fornendo materiali ed eseguendo lavori con la propria impresa nella casa dell’ex sindaco Elismo Pesucci per 36mila euro. C’erano indizi, riconosce adesso Compagnucci (il pagamento dell’acconto solo a indagini della guardia di finanza iniziate, il recupero del credito ritardato di due anni), ma «le successive attività di indagine non hanno fornito ulteriori elementi di riscontro, sicché allo stato non vi sono le condizioni per ravvisare l’idoneità degli elementi raccolti a sostenere l’accusa in giudizio».

Uno spazio importante il gip lo dedica alla posizione di Pesucci, già assolto nel processo: «Il collegio giudicante, all’esito di una fase dibattimentale non banale, in cui sono stati sentiti consulenti tecnici e diversi testimoni, pur sottolineando la inopportunità della scelta dell’allora sindaco di Campagnatico di affidare l’esecuzione di lavoro nella sua proprietà a una società che risultava spesso aggiudicataria di lavori indetti dallo stesso Comune, ha dovuto nondimeno riconoscere come il complessivo bagaglio probatorio non fosse idoneo a stabilire se si fosse trattato solo di un ritardo nel pagamento ovvero se lo stesso fosse rappresentativo di una corresponsione gratuita di lavori in compenso del favore nell’assegnazione dei lavori. È evidente allora che se

quella istruttoria dibattimentale non è riuscita a risolvere il dubbio sopra menzionato nel processo a carico del corrotto, ad analoga sorte sarebbe destinato un eventuale processo a carico del corruttore». Odissea finita dopo nove anni. –

PIERLUIGI SPOSATO



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