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un'altra estate

Fascino fiabesco e antichi sapori Ecco Pitigliano e la sua vita di borgo

Grande successo della terza tappa dell’iniziativa del Tirreno. Il tour nel paese e la festa al chiostro di Palazzo Orsini

PITIGLIANO. Il borgo che, come d’incanto, si rivela all’improvviso dopo una curva. Il giallo ocra del tufo. L’Acquedotto mediceo e le ceramiche etrusche. Le viuzze e il chiostro. E poi le bruschette con l’olio, i calici di vino, le ciotole con il baccalà dello chef.

Con la tappa a Pitigliano, inanella il terzo successo “Un’altra estate”, il viaggio nei borghi della Toscana nato da un’idea del Tirreno e realizzata in tandem con la Regione, con la collaborazione di Toscana Promozione Turistica, Fondazione Sistema Toscana, Vetrina Toscana e Feisct.
 

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Sono le 17 di giovedì 2 agosto quando Il Tirreno arriva sul “balcone” della Madonna delle Grazie. Con l’immagine fiabesca del borgo che svetta dallo sperone di tufo, c’è Cesare Dionisi – “Cesarino” – che dà il benvenuto: dagli anni’ 80 vende il vino autoctono dalla terrazza del panorama mozzafiato. È Paolo Mastracca, vice sindaco e giornalista appassionato, che fa da Cicerone al Tirreno, per le vie del paese. Sulla via Roma, in casacca azzurrina, compare Fernando Marabottini, il principe del rasoio, che ha fatto la barba persino a Bud Spencer quando d’estate lasciava la villa dell’Argentario per godersi la collina; la bottega di Fernando è la più antica del corso, ha mantenuto “arredi” e attrezzi storici del mestiere e lui ne va orgoglioso.
 

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Sono le 18. Residenti e turisti salgono le scale di Palazzo Orsini: con l’archeologo Fabio Rossi è l’ora di scoprire come gli etruschi addobbavano un banchetto. Alle 19 tutti sono nel chiostro. Con l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo e il vice direttore del Tirreno Fabrizio Brancoli si alza il velo di una gigantografia: è l’omaggio del Tirreno al sindaco Giovanni Gentili e “ritrae” una fiabesca Pitigliano vista dalla terrazza San Michele; la maxifoto, svela l’assessora al turismo Irene Lauretti, troverà posto all’ingresso di Palazzo civico. «Ci stiamo inconsapevolmente abituando alla bellezza – chiosa l’assessore Ciuoffo – ma i borghi che evochiamo sono molto più di un tramonto all’orizzonte. Sono la sintesi di una storia, l’equilibrio di una comunità capace di essere ospitante». E questo tratto la Piccola Gerusalemme, che fu approdo sicuro per la comunità ebraica, ce l’ha nel Dna. La vita di borgo non è forse il battito della nostra terra, che ci dà il senso di chi siamo stati e di chi siamo? “Un’altra estate” ce lo ricorda perché il senso della bellezza possa essere di tutti e diventare così Cultura.
 

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Ora è il tripudio dei sapori: Irene Arquint, giornalista enogastronomica, intervista Luigi Walter Antonelli – fiduciario della condotta Slow Food Pitigliano e Colli di Maremma, che mette in vetrina lo “sfratto”, il dolce tipico – e i produttori locali, i cui gioielli sono valorizzati dalle competenze dell’assaggiatrice di olio Patrizia Salusti e dal sommelier Ais Alessandro Moroni. –


 

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