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il viaggio nei borghi

Pitigliano, è giorno di festa tra storia e antichi sapori

Appuntamento con "Un'altra estate" per la visita alle ceramiche dei sontuosi banchetti etruschi Al chiostro di Palazzo Orsini sarà svelata la ricetta del dolce del Forno del Ghetto

PITIGLIANO. È “Un’altra estate” per le dolci Colline del Fiora. Fa tappa il 2 agosto a Pitigliano il viaggio con cui residenti e turisti possono scoprire – o (ri)scoprire – sette borghi toscani da fiaba: dopo Marciana Marina e Chianni, la rotta segna come destinazione la Città del Tufo.

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Tutto nasce da un’idea che Il Tirreno ha realizzato con la Regione Toscana e la collaborazione di Toscana Promozione Turistica, Fondazione Sistema Toscana, Vetrina Toscana e Feisct. L’appuntamento è alle 18, al chiostro di Palazzo Orsini: siete tutti invitati.
 

È dalla “piazzetta” – sede del Museo Archeologico della Civiltà etrusca – che si snoda il viaggio (con visita gratuita) alla riscoperta di alcuni degli antichi tesori che custodisce questo museo del borgo arroccato sul tufo: di fronte a preziose ceramiche, l’archeologo Fabio Rossi svelerà come gli etruschi allestivano un banchetto. E così il Bello – quello che appartiene alla Storia e all’Arte della Città del Tufo – suggerirà l’altro sipario di “Un’altra estate”: il Cibo, quello della tradizione, delle usanze della gente, che a Pitigliano – la Piccola Gerusalemme – è legato a doppio filo con la storica dimora della comunità ebraica.

Alle 19, dunque, sempre al chiostro di Palazzo Orsini si aprirà lo spazio dedicato ai produttori locali e alle loro prelibatezze. Dopo i saluti di Stefano Ciuoffo, assessore al turismo della Regione Toscana, di Fabrizio Brancoli, vice direttore del Tirreno, di Giovanni Gentili, sindaco di Pitigliano e del vicesindaco Paolo Mastracca che racconterà “la Toscana da vivere”, il timone passerà a Irene Arquint, giornalista esperta di enogastronomia.

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Con testimonianze e aneddoti i produttori delle specialità locali presenteranno i loro gioielli: per esempio, l’olio extravergine di oliva Toscano, ricavato dalle olive leccine e canine, e il vino, tra cui il Bianco di Pitigliano, che è insignito della seconda Doc che hanno ottenuto le uve del Belpaese: risale al 1966. Sarà anche l’occasione per scoprire la ricetta del dolce dello sfratto, quello fatto secondo la tradizione e seguendo il disciplinare di Slow food “Pitigliano e colli di Maremma”, usata sapientemente dall’antico Forno del Ghetto. Saranno offerti piccoli assaggi delle pietanze preparate per l’occasione a tutti gli ospiti di “Un’altra estate”, mentre i ristoratori proporranno un menù con piatti tipici locali. –


 

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