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Il centrodestra diserta il voto No al bilancio

Il parere dell’assemblea sul documento è risultato negativo, poi è arrivata l’approvazione in consiglio Contestazioni sulla Cosap

GROSSETO

L’assemblea della Provincia è come un condominio: contano i millesimi (cioè la popolazione amministrata, in luogo dei metri quadrati) e soprattutto risulta fondamentale la presenza fisica dei sindaci, che non possono delegare assessori o consiglieri. Martedì pomeriggio, a palazzo Aldobrandeschi, a Grosseto, si doveva approvare il bilancio con il rispetto di due regoline molto semplici, chiare: il voto favorevole di 1/3 dei sindaci presenti (cioè 9 su 28, mentre i presenti erano 15 su 28) e la rappresentatività in positivo di almeno la metà più uno della popolazione residente.

Per la prima volta il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna è andato sotto nelle votazioni a causa delle assenze di alcuni primi cittadini del centrodestra (Andrea Casamenti di Orbetello, Mirco Morini di Manciano e Luciano Petrucci di Semproniano), che hanno inspiegabilmente disertato la seduta. Per carità, nulla di grave. Il parere dell’assemblea sul bilancio provinciale è obbligatorio ma non vincolante e in passato la stessa cosa era accaduta con l’ex sindaco e presidente della Provincia Emilio Bonifazi, anche lui, a suo tempo, deluso e “tradito” dai colleghi di schieramento.

Stavolta stessa musica – disinteresse diffuso dei sindaci (assenti, oltre ai tre già citati, Balocchi, Benini, Benocci, Borghini, Gentili, Fortunati, Marini, Stella, Termine e Verruzzi) – ma effetti sul fronte opposto. Il bilancio, alla fine, non è stato votato e il parere espresso, ai fini amministrativi, è risultato negativo. Una macchia lavata poco dopo in consiglio, quando il bilancio, con regole ed equilibri diversi, è stato invece approvato e adottato. I sindaci di centrosinistra presenti in aula durante l’assemblea si sono astenuti, come lo scorso anno, esprimendo – per voce di Francesco Limatola (Roccastrada) e Marcello Giuntini (Massa Marittima) – perplessità e preoccupazione in riferimento alla non conformità del bilancio di previsione alle regole sui saldi di finanza pubblica e all’assoggettamento alla Cosap (l’imposta sui passi carrabili) di tutte le utenze. E così – dal momento che l’astensione equivale a uscire dall’aula – l’assemblea non è riuscita a esprimere parere positivo, con qualche imbarazzo tra le file della maggioranza e nel volto del presidente. L’esenzione all’assoggettamento della Cosap per le utenze agricole e per le attività produttive rappresenta la novità più importante del bilancio, un nuovo salasso – di 1 milione e 500 mila euro –per agricoltori, artigiani e piccole imprese. «Non si poteva fare diversamente per la tenuta degli equilibri del bilancio provinciale» ha ribadito Vivarelli Colonna.

Ma il Pd, in una nota, ieri ha insistito ancora: «Questa storica decisione è stata assunta in solitaria da Vivarelli Colonna, senza alcun coinvolgimento dei sindaci e delle associazioni di categoria«. E in effetti l’esenzione Cosap nella nostra provincia risale al 1996 e per ben 22 anni tutte le amministrazioni hanno rinunciato a mettere questo balzello. In ultimo il Pd si domanda se quella dei sindaci del centrodestra sia stata un’assenza casuale o se, invece, qualcuno ha strategicamente preferito non prendere parte all’assemblea. —