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Era accusato per le case date in affitto dalla società intestata alla sorella 

Evasione fiscale Ex sindaco assolto dopo nove anni

ISOLA DEL GIGLIOChiuso dopo nove anni con l’assoluzione il caso giudiziario che vedeva l’ex sindaco di Isola del Giglio (tra il 1995 e il 2004, per due mandati) Giacomo Landini, con la sorella...

ISOLA DEL GIGLIO

Chiuso dopo nove anni con l’assoluzione il caso giudiziario che vedeva l’ex sindaco di Isola del Giglio (tra il 1995 e il 2004, per due mandati) Giacomo Landini, con la sorella Eleonora Landini e il cognato Michele Zocco imputati di una maxi evasione da centinaia di migliaia di euro. Al procedimento era estranea l’attività pubblica di Landini. Dichiarazione fraudolenta mediante artifici è l’imputazione per la quale i tre erano finiti sotto accusa, in relazione ad appartamenti dati in affitto, specialmente nel periodo estivo. Eleonora Landini in qualità di titolare dell’impresa omonima, Zocco e Giacomo Landini come soci-amministratori di fatto. La Procura, sulla base delle indagini della guardia di finanza di Porto Santo Stefano, sospettava che vi fosse stata una falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie e che fossero stati messi in atto strumenti fraudolenti per ostacolare gli accertamenti. Sarebbe stata svolta attività occulta, non dichiarata al fisco né alle autorità amministravie né a quelle di pubblica sicurezza, impiegando beni e strumenti finanziari propri. Quale attività? Quella paragonabile a una Cav, cioè all’amministrazione di una casa vacanze.

Quattro gli anni presi in esame dalle fiamme gialle: il 2002, con un’imposta evasa ritenuta pari a 146mila euro; il 2004, con 87mila euro, il 2005, con 103mila euro, e il 2006 con 104mila euro. Complessivamente 440mila euro. Il procedimento penale era stato aperto perché l’imposta ritenuta evasa era superiore (per ciascuna imposta) a 77mila euro e comunque l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione è superiore al 5 per cento dell’ammontare complessivo degli stessi elementi indicati nelle dichiarazioni annuali (modello Unico, persone fisiche). Le indagini, aveva spiegato all’epoca la guardia di finanza, avevano richiesto un anno di lavoro e l’impiego di una strumentazione di verifica incrociata.

Il fascicolo era passato negli anni passati anche davanti alla commissione tributaria provinciale, che aveva annullato gli avvisi di accertamento inviati dal fisco. Annullamento confermato anche in secondo grado, dalla commissione regionale.

Restava il fascicolo penale, con i tre imputati difesi dagli avvocati Michele Martini e Romano Lombardi. Al termine dell’istruttoria, la viceprocuratrice onoraria Pamela Di Gugliemo aveva sollecitato la condanna a 1 anno di reclusione per ciascuno degli imputati. L’avvocato Martini, anche sulla base di una memoria difensiva e della giurisprudenza in materia, ha sollecitato l’assoluzione; l’avvocato Lombardi ha sottolineato l’assoluta mancanza

dell’elemento materiale nella condotta contestata. Il giudice Andrea Stramenga ha assolto i tre imputati perché il fatto non sussiste e si è riservato in 90 giorni il termine per le motivazioni. Poi la Procura deciderà se proporre appello. —

PIERLUIGI SPOSATO

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