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Più di un milione di euro per la filiera del grano che conquista la Regione

MONTIERI. «In uno dei momenti più bui si è scelto di credere in un progetto nato completamente dal basso che tutela l’agricoltura di montagna e delle aree marginali. Un percorso nuovo e sano che...

MONTIERI. «In uno dei momenti più bui si è scelto di credere in un progetto nato completamente dal basso che tutela l’agricoltura di montagna e delle aree marginali. Un percorso nuovo e sano che pensa all’etica dei lavoratori e alla salubrità dei prodotti»: con queste parole il sindaco di Montieri Nicola Verruzzi ha descritto il finanziamento appena ricevuto dalla Regione Toscana per il progetto integrato di filiera Drago di cui lui rappresenta il padre putativo. Il finanziamento è molto consistente: 1 milione e 200mila euro a fondo perduto per permettere alla filiera di crescere e strutturarsi.

Una cifra che cambia molto le prospettive di tutti coloro che hanno scelto di credere nella produzione dei grani antichi nelle Colline Metallifere. «A fronte di un investimento di 2 milioni e 700mila euro la Regione ha deciso di finanziare la filiera del Drago, composta da tante aziende del territorio, con oltre 1 milione di euro, permettendoci di riappropriarci di un settore che in Maremma è deficitario, ovvero quello della molitoria» commenta Alessio Guazzini, agricoltore capofila del progetto. A sostenere l’idea sono tanti agricoltori del territorio, aziende piccole e non, e vari trasformatori che hanno già iniziato a produrre pane e pasta con le farine antiche maremmane. «Con il progetto possiamo crescere tutti – dice Andrea Montomoli, panettiere – io potrò infatti prendere degli apprendisti che potranno imparare a lavorare queste farine». Con i finanziamenti verranno costruiti due nuovi mulini di medie dimensioni e verranno acquistati dei silos ermetici che permetteranno una migliore conservazione dei prodotto. Soggetti promotori del progetto sono l’Unione dei Comuni e tutti i comuni delle Colline Metallifere, il Geoparco, l’istituto Bernardino Lotti, l’università di Siena e il consiglio nazionale Invalsa Santa Paolina. «Questo è un progetto di grande valore – ha detto Lidia Bai presidente del Parco delle Colline Metallifere – noi siamo partner diretto perché sosteniamo la valorizzazione delle produzioni antiche e locali che portano reddito al territorio». Per Guazzini, che ha messo anima e

corpo nella strutturazione della filiera, si tratta del cambio di un’epoca. «Siamo arrivati qui – ha concluso Verruzzi – grazie a Montomoli e Guazzini, alla vicensindaca Luana Tommi, e a Giovanni Alessandri, il tecnico che ha curato il progetto». — G.S. .

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