Quotidiani locali

la tragedia di marsiliana del 2012 

L’arrivo dei carabinieri sul ponte della morte

Il drammatico racconto dei militari al processo: l’auto con a bordo tre tecnici dell’Enel scomparve nella voragine

GROSSETO

Sono le mani sul volto della moglie di Paolo Bardelloni, 59 anni, uno dei tre tecnici dell’Enel morti nel crollo del ponte sull’Albegna il 12 novembre 2012, a sottolineare la parole del comandante dei carabinieri della stazione di Magliano in Toscana che ieri mattina ha ricostruito in aula (pm Arianna Ciavattini e giudice Andrea Stramenga) quello che aveva visto la notte in cui si è aperta la voragine sulla carreggiata. Una voragine nella quale è stata risucchiata la Fiat Punto sulla quale viaggiavano, oltre a Bardelloni, i colleghi Maurizio Stella, 47 anni, e Antonella Vanni, 48 anni. «In 18 anni di servizio in questa zona – ha detto il comandante Strino, della stazione dei carabinieri di Magliano – non avevo mai visto il fiume in quel modo. I vigili del fuoco hanno recuperato l’auto la mattina dopo: solo allora i corpi sono stati estratti e identificati, noi abbiamo messo sotto sequestro la Punto». Le parole del comandante della stazione arrivano come una stilettata al cuore della vedova di Bardelloni e di loro figlio.

In aula per il processo che vede imputati Massimo Luschi, responsabile della viabilità della Provincia fino al 30 dicembre 2010 e poi direttore del dipartimento viabilità della Provincia con funzioni di coordinamento e controllo; Renzo Ricciardi, responsabile del settore viabilità della Provincia dal 30 dicembre 2010; Luciano Machetti, in qualità di direttore generale del Consorzio Osa Albegna fino al febbraio 2015 e i geometri Gian Paolo Conti (Costrade – appalto per manutenzione e segnaletica) e Umberto Tozzini (Provincia – settore viabilità) per l’ipotesi di omicidio colposo, si tornerà a novembre. Cooperazione colposa in disastro colposo, in relazione all’omicidio colposo è l’accusa formulata dalla Procura.

I militari della stazione di Manciano e quelli della stazione di Magliano in Toscana hanno visto la tragedia dai due lati opposti del ponte. «Quando sono arrivato c’era una transenna su un lato della carreggiata – spiega l’appuntato Lo Conte, del Norm di Pitigliano – ma non c’era alcun segnale luminoso o di chiusura del traffico». Era buio e la pattuglia dei carabinieri che stava arrivando sul ponte è stata avvertita del pericolo da alcune persone che erano ferme, in piedi, sotto la pioggia battente. «Erano le 22,5 quando siamo tornati sul ponte per controllare il livello dell’acqua. Non era ancora cambiato nulla rispetto al primo sopralluogo e siamo andati alla rotatoria di Marsiliana: agli automobilisti che arrivavano lì dall’Aurelia e che dovevano raggiungere Grosseto dicevamo di passare da Scansano».

Il crollo è stato segnalato dopo e sul posto, insieme ai militari del Norm sono arrivati anche il comandante della stazione di Manciano, da un lato e quello della stazione di Magliano, dall’altro. «C’era gente che si sbracciava e che ci avvertiva del pericolo - dice Lo Conte - Era buio, non si vedeva nulla».

La voragine era davanti a loro e sulla carreggiata

c’erano i pezzi della Punto. «Un passante ci ha detto di aver visto i fari di un’auto sparire nel nulla - aggiunge il comandante della stazione di Magliano - Noi abbiamo trovato alcuni pezzi per terra. Credevamo fosse stato un tamponamento, invece appena successa una tragedia». —

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