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Leonardo Dondolini abita con la famiglia accanto alla casa sventrata È stato svegliato alle 5,45 e ha chiamato subito i soccorsi 

«Un boato come di un terremoto Sembrava venisse giù l’inferno»

la testimonianza«Sono stato svegliato appena all’alba da un rumore simile a quello di un terremoto. Ho sentito uno schianto, poi un’eco. Erano le 5,45. La casa ha tremato. Ero a letto e ho subito...

la testimonianza

«Sono stato svegliato appena all’alba da un rumore simile a quello di un terremoto. Ho sentito uno schianto, poi un’eco. Erano le 5,45. La casa ha tremato. Ero a letto e ho subito teso le braccia per riparare la mia piccola. Ho avuto paura di un terremoto, non saprei dire. Ma l’impressione è che venisse giù l’inferno».

Così racconta il momento del crollo dei tre solai dell’abitazione in via Carolina di Santa Fiora, Leonardo Dondolini, che ha la casa in affitto dove risiede, proprio appoggiata a quella del crollo dell’interno di un’abitazione a Santa Fiora. Qui il nubifragio ha fatto saltare tre solai di un’abitazione del centro storico, nella via Carolina, nella piazzetta di Sant’Antonio dove è in corso una ristrutturazione da parte dell’amministrazione comunale. Lesionati anche alcuni altri edifici della zona. Paura e sgomento di chi abita attorno alla grande buca scavata per ristrutturare i sottoservizi di questo angolo del paese che è già da tempo indicato come zona franosa.

Passate cinque ore, Dondolini ha ancora negli occhi la paura. «Ho avuto davvero terrore che ci crollasse la casa in testa – dice – e la prima reazione istintiva è stata quella di proteggere mia figlia. Poi siamo usciti fuori, la mia compagna, la bambina e io per capire e metterci in salvo. Ho intuito subito che il boato era venuto dall’abitazione a cui si appoggia casa mia. Era praticamente implosa. Tre solai sono crollati giù. Le prime grosse travi in alto hanno ceduto e si sono abbattute sul solai sottostante provocando una catena di crolli terribile. Meno male che nella casa non ci abita nessuno».

Dondolini e altri che alle 5,45 si sono trovati in strada hanno subito chiamato vigili e sindaco e sono cominciati i sopralluoghi. Nel corso della mattina, Leonardo e gli altri, scortati dai vigili, sono andati a riprendere in casa alcuni effetti personali.

Leonardo è uscito con dei documenti, la bombola del gas, gli orecchini della bambina.

Ha esplorato la casa palmo a palmo e si è affacciato al terrazzino con molta cautela. «Nel muro – dice – si vede bene una crepa che prima non c’era. Nei muri ci sono altre piccole fessure, ma nel complesso non parrebbero esserci altri danni. Speriamo bene». —

F.B.

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