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L’ex mister del Gavorrano calcio 

Stalking, Magrini assolto dalla Corte di appello anche per gli ultimi reati

il processoGAVORRANO. La seconda sezione della Corte di appello di Firenze ha assolto dall’accusa di stalking l’ex allenatore del Gavorrano e del Grosseto, Lamberto Magrini. Era già stato prosciolto...

il processo

GAVORRANO. La seconda sezione della Corte di appello di Firenze ha assolto dall’accusa di stalking l’ex allenatore del Gavorrano e del Grosseto, Lamberto Magrini. Era già stato prosciolto in primo grado per gli episodi precedenti al 30 luglio 2011 e condannato per i seguenti a 6 mesi, adesso i giudici fiorentini hanno deciso che il fatto non sussiste anche per quelli successivi a quella data.

Ne danno notizia lo stesso mister, che nella passata stagione ha guidato la Massese, e il suo legale, l’avvocato Franco Libori. La Procura generale, così come la parte civile (avvocato Marco Calò), aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado, dell’ottobre 2016.

Magrini, 57 anni, era stato condannato per la persecuzione cui avrebbe sottoposto da una certa data in poi una donna oggi 49enne con la quale aveva avuto una relazione sentimentale ai tempi in cui era tecnico dei minerari (2009-2011). Una relazione finita, aveva denunciato la donna: eppure Magrini avrebbe continuato a molestarla. E proprio per quanto i fatti avvenuti dopo il 30 luglio 2011 (l’epoca dell’emanazione del divieto di avvicinamento da parte del gip in seguito alle denunce della donna) Magrini era stato riconosciuto colpevole. Sentenza di assoluzione era stata pronunciata invece già allora per i fatti precedenti a quella data, come anche per la violazione del domicilio (Magrini era entrato nel giardino depositando, ha ammesso lui stesso, un cestino di ciliege sul tavolo della veranda) contestata in un separato capo di imputazione: il fatto non costituisce reato per entrambi i reati.

Magrini aveva preannunciato appello già il giorno della pronuncia del dispositivo, ancora prima di conoscere le motivazioni. «Abbiamo fornito la prova inequivocabile che tante testimonianze non reggono – aveva detto il tecnico di Magione (Perugia) – E comunque io sono tranquillo: non ho mai fatto nulla di male, non ho mai voluto fare nulla di male né a lei né a suo figlio». Magrini si ripete oggi: «Mi hanno assolto, ero sicuro che non poteva

che andare così». Il processo di primo grado si era articolato in tre anni di udienze. Una battaglia che ha impegnato fino a ieri anche il suo difensore, che si era detto sempre convinto di poter dimostrare l’estraneità del mister alle accuse rivolte. –

PIERLUIGI SPOSATO.

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