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Siamo sempre meno e sempre più vecchi

Poche nascite, tante morti, flusso migratorio insufficiente. Nel 70% dei comuni, i defunti sono il doppio di chi viene alla luce

Grosseto

In oltre il 70% dei comuni maremmani, il numero delle morti risulta più del doppio delle nascite. I dati (gli ultimi aggiornati e riferiti al 2017) sono elaborati dal Centro studi e Ricerche della Camera di Commercio Maremma e Tirreno su dati Istat, e certificano che in certi territori il divario è notevole.

A Cinigiano 10 nati per 51 morti. A Pitigliano 9 nati per 60 morti. A Santa Fiora 11 nati per 46 morti. A Sorano 14 nati per 60 morti. A Grosseto 543 nati per 893 morti. In tutta la provincia, il numero dei nati è stato di 1332 mentre i morti sono stati 2879, con un saldo naturale (differenza tra nascite e morti) di –1547 (nel 2016 era di –1354). Sull’Amiata, nel complesso, si registra un nato ogni 4 morti.



numeri certificano lo squilibrio demografico che colpisce (anche) la provincia di Grosseto, con dimensioni preoccupanti. «L’Italia – dice il direttore del Centro Studi e Ricerche Mauro Schiano, intervenuto in Camera di Commercio il 6 luglio durante la Giornata dell’Economia – è un paese vecchio, il secondo del mondo più vecchio dopo il Giappone. La Toscana è tra le regioni italiane più vecchie e la provincia di Grosseto è tra le province toscane più vecchie, se non la più vecchia».

Non c’è ricambio generazionale e pesanti sono le ricadute sociali (un over 65 costa, in termini economici, circa 30 volte di più di un under 15 per spesa medica, assistenziale, pensionistica etc). A livello grafico, la rappresentazione è quella di un “fungo”.



In Italia da 3 anni il bilancio demografico (che aggiunge al saldo naturale quello migratorio e cioè la differenza tra immigrati ed emigrati) riporta il segno meno, certificando il rinnovarsi di un’ormai consolidata tendenza al declino demografico; in Toscana idem.

La provincia di Grosseto ha anticipato il fenomeno: qua la popolazione cala da 4 anni.

Ma vediamo gli ultimi due anni, il 2016 e 207.



Nel 2016 gli italiani defunti sono stati oltre 140mila in più rispetto ai nati. Al 31 dicembre 2016, i residenti in Italia risultavano 60 milioni e 589mila, con un calo di 76mila unità rispetto al 2015 (-0,13%). In provincia di Grosseto, a fronte di 223.045 residenti, si è registrato un calo di 607 unità con una percentuale del –0,27%, doppia rispetto a quella nazionale e 5 volte superiore rispetto a quella regionale.



Al 31 dicembre 2017, i residenti presenti sul suolo italiano erano 60,5 milioni, cifra inferiore di 76mila unità rispetto al 2016 (-0,17%). Non dissimile la variazione in Toscana (-0,15%) dove risiedono oltre 3,7 milioni di persone e che in un anno ne ha perse 5.500. Entrambe le variazioni sono peggiori rispetto a quelle a fine 2016. Un peggioramento che investe tutte le province toscane eccetto Pistoia, la cui popolazione torna a crescere impercettibilmente,

e la “solita” Prato (+0, 57%) che conferma l’andamento del 2016 (effetto “cinesi”). I maremmani (222mila abitanti, –0,39%) non solo decrescono più che in passato ma continuano a manifestare un calo più marcato rispetto all’ambito sia regionale che nazionale. —



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