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Primo sì all’arrivo di rifiuti da Firenze: sindaci in rivolta

La commissione regionale Ambiente propone il trattamento negli impianti  di altri Ato per gli ambiti non autosufficienti. L’assemblea sud alza le barricate

GROSSETO

Ieri mattina l’assemblea dei sindaci dell’Ato Rifiuti Toscana Sud ha approvato il documento di indirizzo che esprime forte dissenso sulla proposta di legge avanzata in commissione regionale Ambiente, che attribuisce il potere di decidere la destinazione dei rifiuti prodotti da un ambito non autosufficiente verso impianti degli altri territori regionali. Una decisione che riguarda direttamente la provincia di Grosseto (Ato sud), oltreché l’Ato costa, perché spiana la strada all’arrivo di rifiuti dall’Ato centro, area fiorentina, che non è autosufficiente.

Questi nuovi poteri, richiesti dalla giunta regionale, farebbero infatti decadere la “Convenzione interambito”, approvata l’anno scorso dalle assemblee dei sindaci dei Comuni rappresentati dalle Ato, che fino a oggi aveva permesso ad Ato Centro di trattare i propri rifiuti negli impianti di altri comprensori solo fino a un massimo di 270mila tonnellate annue fino al 2021.



I sindaci, venuti a conoscenza dell’accelerazione sulla proposta di legge, avevano subito chiesto un’audizione ai membri della commissione Ambiente, denunciando l’assenza in questa fase di qualsiasi coinvolgimento delle Ato, nonostante il pesante impatto negativo sulle competenze assegnate ai territori. La normativa nazionale e la normativa regionale vigente in materia di programmazione quantitativa e regolazione economica dei flussi di rifiuti da trattare negli impianti (compresi quelli provenienti da altri ambiti), prevedeva fino a oggi che l’ultima parola fosse dei sindaci. Il rischio è che la partita si allontani dai territori.

Al sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, presidente dell’assemblea, è stato dato pieno mandato nell’esprimere il dissenso dell’Ato nell’incontro che si svolgerà in Regione la prossima settimana. I sindaci vogliono essere ascoltati approfittando del fatto che è saltata la discussione in commissione della nuova norma. Non solo. L’Ato respinge al mittente le critiche giunte da Firenze sul mancato funzionamento degli Ato in termini di programmazione. «L’Ato sud – replica Alessandra Biondi, sindaca di Civitella Paganico e presidente del direttivo di Ato Sud – nonostante il terremoto che lo ha investito, le vicende del gestore, i fermi impianti tipo quello di Cannicci, ha dimostrato capacità programmatoria e rispetto dei territori, non venendo meno agli impegni».



«L’assemblea – commenta ancora Biondi – è stata positiva, anche se inizialmente non c’erano le migliori premesse. Alla fine tutte le deliberazioni sono state approvate all’unanimità a prescindere dall’appartenenza politica, in particolare i due atti di indirizzo politico: il primo sul tema del contratto, l’altro, appunto, sulla proposta di legge 284/2018. Entrambi i documenti, voluti e proposti dal consiglio direttivo, hanno trovato grande condivisione». L’Ato auspica anche il proseguimento della gestione commissariale di Sei Toscana (i commissari Anac scadono il 31 luglio) come elemento di garanzia per il rispetto da parte del gestore degli impegni contrattuali

e degli impegni assunti nei confronti dei comuni per la riorganizzazione dei servizi. Non solo. Si chiede che i commissari ricevano ancora più poteri, per esempio nella gestione finanziaria, tenuto conto di quanto emerso nel bilancio 2017 di Sei, un buco di oltre 4 milioni. —

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