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sticciano scalo 

Dal Meo, dove si sta allegri e l’amicizia è al primo posto

L’insegna indica “bar Sport” ma per tutti il locale ha il nome dal diminutivo del titolare Che per i suoi ospiti ha sempre  buon vino e braciere pronti

sticciano scalo

A Sticciano scalo se domandi del bar Sport nessuno sa dove sia e se chiedi di Massimo Meacci ci devono pensare. Ma se dici “bar dal Meo” allora sì che tutti sanno indicare via dei Mille 2. Perché, ormai Meo è il soprannome di Massimo ed è diventato il nome del bar. Che in origine si chiamasse bar Sport come è scritto nell’insegna del locale, tutti faticano a ricordarlo. Lo dimostrano i tagliandi arrivati al Tirreno con scritto “Bar dal Meo”, così, tout court.

Meo, un nome e una garanzia di affidabilità e familiarità. Massimo, 45 anni, è il pilota dell’unico bar del paese; i Meacci lo possiedono dal 1984 e Massimo lo guida dal 2000 con la moglie Claudia. «Alla cabina di comando, il 70% io e il 30% lei», sottolinea ridendo e sapendo che è una battuta per fare un paio di risate. «Perché – dice – il nostro bar è un posto dove si viene per stare in famiglia e stare allegri. Il nostro è un bar di paese, di quelli di una volta, con i valori tradizionali su cui non si transige: unione del gruppo e amicizia».

E per far passare questo concetto, il Meo ha fatto addirittura confezionare delle magliette con scritto “prima di tutto gli amici”. Una griffe chiara e forte di un bar dove c’è sempre il braciere pronto in terrazza, fosse mai che all’improvviso qualcuno porti un filo di salsiccia o una decina di costolette da fare alla brace: «Dove ce n’è per due ce n’è anche per tre», tiene a precisare il Meo. Che aggiunge: «D’inverno, in particolare, si va di carte, birra, spuma e gazzosa. Il mercoledì c’è l’aperitivo e, se c’entra, una panzanella. Il vino non manca, anche troppo: di Montiano, Scansano, Montalcino... Siamo buoni intenditori di rossi e di bianchi». Da Meo apre presto e alle 6,30 è già pronto per le colazioni. E sulla bontà del caffè nessuno discute: «Come quello del Meo non ce n’è». Dalle 6,30 si tira dritti fino alle 24,

con chiusura il giovedì e apertura tutte le feste comandate: domeniche, Natale, Pasqua.

«Il fine settimana e da giugno a settembre – spiega Massimo – arrivano turisti di passaggio, soprattutto stranieri degli agriturismo. D’inverno il bar è dei residenti e dei cacciatori». —

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