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Un uovo supermignon dal diametro di un centimetro

Caterina, la “gallina freddolosa” dell’Amiata, è diventata nonna. E la nipotina ha fatto il suo primo uovo, talmente piccolo che largheggia in un tappino

ARCIDOSSO. Una nipote della gallina Caterina, quella con lo scialle blu, la gallina nana diventata celebre lo scorso inverno per essere sopravvissuta al freddo grazie al coprispalle di lana confezionato dalla sua padrona, ha fatto il primo uovo.

Un uovo microscopico che largheggia in un tappino rovesciato di bottiglia e in un cucchiaino da caffè. Frutto della cura e l’amore per galline e pulcini e emozione e stupore di fronte al primo regalo della nipote di Caterina, la gallina con lo scialle salvata dal freddo da Meri Paganucci a Case d’Orifile frazione di Arcidosso.

Caterina, infatti, mezza assiderata dal freddo, rimessa in piena salute, ha messo al mondo una figlia e quest’ultima ha avuto due pulcini.

Uno di questi, diventato una piccola pollastrina arancione, ha fatto il suo primo uovo: perfetto, ma di dimensioni incredibilmente mini che sta, appunto in un tappino di metallo di una bottiglia e in un cucchiaino da caffè. E ci largheggia pure. «All’inizio – spiega Alfredo Pii, marito di Meri – ho pensato fosse di uccello. Ma non è così, perché le nostre galline abitano in una gabbia, coperta da tutte le parti e dunque è impossibile che sia entrato dentro un uovo di uccellino. Sto preparando un pollaio per loro a tutti gli effetti, ma devo ancora completarlo e per ora le galline stanno in gabbia».



E Meri, entusiasta dell’uovo della pollastrina dice: «La scoperta l’ho fatta venerdì 6 luglio verso le 13 quando ho portato alle mie galline dei resti di pasta avanzata del pranzo. È un uovo piccolissimo, delle dimensioni di circa un centimetro e sono restata senza parole. L’ho fatto vedere subito al mio vicino che se ne intende e dopo averlo osservato ha potuto verificare che si tratta di un uovo perfetto con tutti i componenti che lo caratterizzano, visibili in trasparenza, tuorlo e albume. Adesso aspettiamo di romperlo, per vedere quanto sarà piccolo al suo interno. Certo che una frittata non ci viene».

Ma uova così piccole sono davvero eventi rari? Il Tirreno lo ha chiesto al veterinario di Castel del Piano Franco Ulivieri. «Può succedere non così raramente come si pensa che una gallina faccia uova piccolissime. La ragione – dice Ulivieri – sta nel processo di produzione delle uova. Quando questo processo non funziona benissimo le uova restano piccole. Probabilmente se questo microuovo si rompe, conterrà solo albume. In genere è così».

Ma anche se è un fatto non rarissimo, c’è in corso una specie di Guinness dei primati per le uova di gallina più piccole. Questo uovo di Casa d’Orifile ha il diametro di un centimetro circa. Ma al momento, per lo meno così si legge sul web, le due uova più piccole al mondo sono state registrate in Cina, in provincia di Henan con un uovo di un centimetro e tre per un centimetro, e a Mombasiglio (Cuneo) con un uovo di un centimetro e mezzo per un centimetro.

Dunque quello di Meri Paganucci potrebbe davvero aspirare a essere un uovo da Guinness con il suo diametro di un centimetro. Chissà se riuscirà a scalare la classifica tanto ambita.

Per ora un record lo ha davvero battuto: quello della tenacia e della voglia di vivere, frutto com’è di una gallina che stava per morire assiderata e invece è riuscita ad avere pure una nipotina. 

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