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isola del giglio 

Spiaggia, faraglione e drink Al Chiringuito esplode l’estate

Sull’arenile del Campese il baretto cult del “Sipe” dove si sorseggiano aperitivi nella morbida luce del tramonto Federica e Giulia le bartender

GIGLIO

Dici Chiringuito e pensi al “Sirpe”, all’isola del Giglio, alla sabbia dai granelli grossolani che sfumano dal giallo al ruggine. Chi siede ai tavoli di questo baretto – a Campese, è aperto solo in estate da maggio a fine settembre e un tutt’uno con l’arenile – vede spuntare il faraglione a sinistra e trova a destra la torre saracena.

L’esposizione a ponente consente di godere il sole fino a tarda sera e tramonti spettacolari, magari davanti a un mohito, un hugo, uno spritz, a volte ascoltando un violino o una chitarra.

Federica Andolfi e Giulia Bancalà sono le bartender del Chiringuito, appendice dell’Hotel Campese. Daniele Feri è l’ideatore del locale, nato cinque anni fa e oggi identificato da molti con il mitico Sirpe. Il grossetano Riccardo Giusti è l’animatore che intrattiene la clientela e non si sottrae all’immancabile selfie con l’ospite.

Il mini bar Chiringuito è stato appena rinnovato, ingrandito, spostato qualche metro più indietro. Il taglio del nastro poche settimane fa. «La formula non cambia – spiega il Sirpe – apriamo al mattino, ma il momento di maggiore affluenza è sempre intorno all’ora di pranzo e, soprattutto, prima di cena, al tramonto. Alle 20- 20,30 chiudiamo. Il Chiringuito nasce per gli ospiti dell’hotel, ma oggi vanta anche una clientela di transito. Facciamo servizio al tavolo con centrifugati ed estratti, cocktail, caffè e cappuccini (Hausbrandt). Durante il giorno vendiamo gelati Algida, panini, schiaccine, pizza. Il mohito è il pezzo forte della casa insieme al cocktail hugo». Durante l’estate si organizzano aperitivi con musica e quest’anno, nel pomeriggio, quando ci sono le partite dei Mondiali, l’hotel mette a disposizione la tv all’aperto.

Giulia e Federica, le “chiringuite”, hanno ricevuto entrambe la segnalazione

nel gioco del Tirreno “Il mio bar”. Si riconoscono bene.

Nelle loro divise sbarazzine promuovono due vini gigliesi strepitosi dell’azienda “La Fontuccia di Giovanni e Simone Rossi, il “Senti oh” e “Nantropo”, di recente premiati al Mondial des Vins Extrêmes. —

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