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L’Arci diffamata da Quinta Colonna Il processo va a Monza

GROSSETO. «Gli italiani hanno pagato per mesi prostitute, gioco e alcol ai migranti». Era questo il tweet con cui Matteo Salvini, leader della Lega Nord, rilanciò sui social network, in tempo reale,...

GROSSETO. «Gli italiani hanno pagato per mesi prostitute, gioco e alcol ai migranti». Era questo il tweet con cui Matteo Salvini, leader della Lega Nord, rilanciò sui social network, in tempo reale, la puntata di Quinta Colonna dove partecipava come ospite in studio. E dove si parlava del servizio di accoglienza dei rifugiati coordinato dall’ Arci. Il presidente Christian Sensi, assistito dall’avvocato Francesca Carnicelli, aveva presentato querela contro la trasmissione e due giorni fa, in tribunale, davanti al giudice Marco Mezzaluna si è tenuta l’udienza preliminare nella quale è stato deciso che del processo se ne occuperà il tribunale di Monza, competente per territorio. La Procura di Grosseto ha infatti chiesto il processo per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Enrico Maria Santoro, 47 anni, titolare della struttura di Roccalbegna, del giornalista Paolo

Del Debbio, conduttore della trasmissione e del suo inviato Valerio Minelli.

Il giudice Mezzaluna ha anche accolto la richiesta presentata dall’avvocato Carnicelli: Christian Sensi e l’Arci quindi, possono partecipare al processo come parte civile. — F.G..

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