Quotidiani locali

PROTESTA SULLE MURA

"Porte sbarrate: rivogliamo la nostra Sala Eden"

Da circa un anno il locale, tornato in gestione al Comune, non ha più riaperto i battenti: i ballerini sollecitano il sindaco

GROSSETO. Porte sbarrate: lo storico locale è chiuso da tempo. Era fine 2017 quando il Comune si è ripreso la sala Eden dopo lo sfratto al vecchio gestore per morosità. La speranza era che il locale riaprisse presto i battenti con una nuova gestione, ma così non è stato. Qua non si balla più.

«Rivogliamo la nostra sala», protesta un gruppetto di grossetani, perlopiù pensionati e amanti del liscio che si sono dati appuntamento sulle Mura per fare appello al sindaco e all’assessore competente. Vogliono che lo storico locale sul Bastione Garibaldi spalanchi di nuovo le porte e riprenda le attività, liscio o discoteca, aperitivi o ristorazione. Parlano a nome della ben più folta platea di ballerini maremmani: «Siamo in centinaia a vedere nella sala un punto di riferimento, un baluardo della memoria e un pezzo di cuore che ha accompagnato più generazioni».

"Rivogliamo la Sala Eden: era la sala della nostra giovinezza" Un gruppo di affezionati fa appello al Comune di Grosseto perché lo storico locale sulle Mura, chiuso da tempo, riapra i battenti - (Video agenzia Bf)

Da quando la sala fece la pausa estiva a maggio 2017 per la chiusura stagionale (e poi non è più riaperta) «dobbiamo andare a ballare a Campagnatico, Follonica o in zona sud», lamenta Bernardo Innocenti, 72 anni, pensionato. «Sono solo – dice – e ho sempre avuto la passione per il ballo. Siamo una comitiva, dai 25 ai 65 anni: ora più niente, tocca andar via da Grosseto mentre prima era il contrario: arrivava gente da tutta la provincia».
La sala Eden – anche nelle varie gestioni - è sempre stato un rituale (specie il venerdì). «Facevamo il botto», dice Doriano Becherini: «Io mi sono sempre fatto tutta la stagione, avevo un tavolo tutto l’anno».

Rossella Mazzeschi, altra affezionata, dice di aver interloquito con il sindaco sui social, senza fortuna. «Lui promozionava qualche intervento in città: gli ho detto che l’Eden era sempre chiuso e lui ha risposto: venga in Comune e si informi! La sala è chiusa da un bel pezzo».
Spinge per farla riaprire («I modi li trovi il Comune») Giuseppe Malentacchi, che ricorda d’aver avuto un incontro con l’assessore Riccardo Megale «che però è stato vago: dice che lo darà in gestione, ma quando? Io la sala Eden l’ho vista nascere, c’erano i cancelli. Tutti abbiamo un legame affettivo molto forte e non è concepibile che si debbano fare decine di chilometri per andare da qualche altra parte. Ce l’abbiamo, una sala molto bella: perché non farla funzionare? Mi fa piacere che l’ente sponsorizzi gli interventi, ma perché non risolvere questo problema? Trovi il sistema. Capisco che non sia la priorità e che ci siano problemi più grossi...», ma l’invito è quello di non sminuire troppo la portata di un locale dalla forte componente aggregativa che peraltro in passato ha funzionato per decenni, in maniera continuativa, con il vecchio gestore. «Non siamo pochi: siamo centinaia», incalzano i cittadini. E «tenerlo aperto costituirebbe anche un presidio sociale importante per il centro storico». Stesso presidio - peraltro - che l’amministrazione dice di avere a cuore, salvo tener chiuso il suo locale simbolo.
L’anima della Sala Eden la spiega bene Nicla Mazzi, ex insegnante. «Venivamo qua a ballare con mamma e zia, loro stavano al tavolo e noi giovani ballavamo: era il momento del piacere e della gioia. Dopo una settimana di studio ci ritrovavamo insieme, ballavamo il pomeriggio fino all’ora di cena. Era l’obiettivo della settimana e studiavamo più volentieri perché c’era questa ricompensa. Credo che la sala debba essere riaperta perché fa parte della nostra identità, rientra nei nostri ricordi e in quelli dei grossetani. È la sala della nostra giovinezza e se vogliamo può essere quella della nostra maturità e vecchiaia».
 

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