Quotidiani locali

l’accoglienza in maremma 

Bando per i rifugiati Con il metodo Sprar diminuiscono gli esuli sul territorio

I profughi saranno distribuiti nei Comuni che hanno aderito Potranno essere accolti anche negli appartamenti

GROSSETO

Il numero dei profughi sul territorio sarà ridotto. Rispetto ad oggi, a meno della metà. Gli esuli troveranno posto specialmente nella zona settentrionale della provincia, toccando poi la Valle del Farma e sull’Amiata, per una ridistribuzione più diffusa rispetto a quella attuale in centri piccoli (massimo 15 persone) e medi (massimo 30). Alcuni Comuni debutteranno in questo settore, mentre chi già ospita esuli vedrà ridotta la loro presenza.



È il modello Sprar per la Maremma, per cui il Coeso Sds ha pubblicato ieri il bando invitando cooperative, associazioni e imprese interessate a prenderne parte. Le novità rispetto a oggi non sono poche, partendo proprio dallo stesso modello, lo Sprar, che sposta sui Comuni la coordinazione dell’accoglienza (e non più sulla Prefettura), di cui comunque si faranno carico i soggetti terzi. Ma a livello pratico cosa cambia? I numeri, innanzitutto.



Ad oggi in Maremma sono presenti poco meno di 900 profughi a vario titolo: con lo Sprar scenderanno ad un massimo di 357. In secondo luogo, cambia la loro distribuzione sul territorio. Sono dodici i Comuni che hanno deciso di aderire a questo modello, suddivisi a loro volta in quattro aree socio-economiche: Colline Metallifere (Montieri, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo), Costa Tirrenica Nord (Follonica, Scarlino e Castiglione della Pescaia), Monte d’Alma e Valle del Farma (Gavorrano, Roccastrada e Civitella Paganico), Alte colline dell’Albegna e del Fiora (Scansano e Santa Fiora). L’idea è quella di convertire gli attuali Cas (centri d’accoglienza temporanei), là dove esistono, nelle strutture necessarie allo Sprar, che prevede anche l’uso di appartamenti. In quest’ottica, indicativamente, la prima area citata potrà ospitare un massimo di 60 esuli, la seconda e la terza un centinaio, la quarta un massimo di 45.



Con questa distribuzione tra aree prima e Comuni poi, chi già rientra nell’accoglienza vedrà calare le presenze sul territorio.

Per fare un esempio, Gavorrano passerà dai 90 attuali a circa 45. I debuttanti poi, Follonica e Monterotondo, potranno arrivare ad ospitare rispettivamente 50 e 10 esuli. Ma non ci sono quote fisse, vale la pena ribadirlo: la distribuzione verrà applicata in base ai soggetti e ai centri a disposizione sparsi su tutta la provincia. Una volta distribuiti, poi, i profughi saranno seguiti dalle associazioni secondo le indicazioni della direttiva ministeriale. Il modello Sprar prevede una diretta integrazione nella comunità, passando

dai corsi di lingua italiana e norme comportamentali fino all’inserimento nel tessuto socio-economico. Le cooperative e le associazioni selezionate inoltre dovranno rendicontare nel dettaglio tutte le cifre investite, a fronte di decine di posti di lavoro per i prossimi tre anni. —

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