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Bufale sotto le intemperie L’Asl sanziona Cinelli

Multa di circa 4mila euro per non aver riparato i suoi animali «Sono i rischi che si possono correre lavorando e facendo l’imprenditore»

MAGLIANO. Anche gli animali hanno diritto a essere protetti dalle intemperie. Questa regola vale per tutti, anche per Diego Cinelli, imprenditore e primo cittadino di Magliano in Toscana.

Il neo eletto sindaco non ha fatto in tempo a sedersi nella sua stanza dov’è tornato dopo circa un anno che ha visto pubblicata, sull’albo pretorio del suo ente un’ordinanza che lo riguarda e che gli ingiunge di pagare circa 4mila euro per non aver adeguatamente riparato le sue bufale dalle intemperie.

I fatti risalgono a gennaio quando nella sua azienda di Sant’Andrea, Podere Cavallereccia di cui Cinelli è rappresentante legale, è arrivata la Usl Toscana Sud Est, Dipartimento di Prevenzione, Unità Funzionale Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare che l’ha sanzionato, come si legge all’albo, «per non aver fornito ripari adeguati dalle intemperie agli animali della specie bufalina allevati nei recinti all’aperto». Cinelli ha mandato a marzo gli scritti difensivi a cui sono seguite controdeduzioni presentate dall’Usl. Il sindaco/allevatore è stato sentito l’8 maggio e ha mandato osservazioni per mezzo del legale dell’azienda. Nonostante gli scritti difensivi e le osservazioni la Usl ha ribadito la necessità di fornire adeguato alloggio alle bufale.

Il Comune di Magliano, visti tutti gli atti, non ha ritenuto di archiviare il verbale e ha disposto un’ingiunzione di pagamento a Cinelli. La norma che Cinelli avrebbe violato prevede una sanzione amministrativa che va da un minimo di 3mila euro a un massimo di 18mila. Il sindaco di Magliano avrà 30 giorni di tempo per pagare.

Contro l’ingiunzione è prevista la possibilità di fare ricorso al giudice di pace di Grosseto.

La questione dell’ingiunzione è stata argomento anche nel primo consiglio comunale di Magliano che si è svolto ieri. Il capogruppo di minoranza Giancarlo Tei, parlando delle cause di incompatibilità, ha ricordato al sindaco la sua ingiunzione e l’ha invitato a non fare ricorso al giudice di pace.

Cinelli nel suo intervento ha dichiarato che quando ha fatto le osservazioni non era ancora sindaco e che pagherà la sanzione.

Interpellato sulla vicenda,

Cinelli risponde. «Forse bisognerebbe occuparsi di cose più importanti delle sanzioni amministrative del sindaco – il suo commento – Sono comunque i rischi che si possono correre lavorando e facendo l’imprenditore. Non succede per altri tipi di lavori».

Ivana Agostini

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