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Sei Toscana, anche i commissari nel mirino

Il sindaco Termine tuona: «Indispensabile un loro cambio di passo e un controllo effettivo». E Grosseto fa i conti

GROSSETO . «La gestione dei rifiuti è un problema serio, non una palestra per incompetenti o un palcoscenico per neopopulisti». Il sindaco di Monterotondo Marittimo Giacomo Termine non usa giri di parole nel suo attacco al management di Sei Toscana, società che gestisce il servizio rifiuti. In effetti leggere e comparare le dichiarazioni sulla vicenda è come assistere a una commedia dell’assurdo.

«Basta prese in giro». «L’amministratore delegato Marco Mairaghi – prosegue Termine – dichiara un passivo di svariati milioni di euro sul bilancio di Sei Toscana e poi, invece di indagare eventuali responsabilità o ammettere la sua incapacità, cerca di scaricare le colpe sulle aziende che eseguono quanto dettato da Sei». Termine cerca poi di fare chiarezza. «Sei – aggiunge – è una società che ha introiti per un minimo garantito di più di 100 milioni di euro. I suoi clienti non sono “morosi” perché enti pubblici, che regolarmente pagano i servizi. Qualora non lo facessero spetta a Sei emettere i relativi atti ingiuntivi. Quindi come si fa ad avere un disavanzo? Incapacità o artifici? Mairaghi imputa le difficoltà di bilancio all’estensione della raccolta porta a porta nei Comuni, ma a chi spetta valutare preventivamente l’economicità delle iniziative se non a Sei? Si denuncia poi il contratto troppo oneroso con Cooplat. Se fosse vero di chi è la colpa se non della dirigenza di Sei, che a suo tempo lo ha sottoscritto? O Sei non è in grado di controllare i propri costi unitari o, peggio, non ha alzato la mano prima di sbattere nel muro».

I commissari e un dubbio. Il sindaco parla poi dei commissari Anac, nominati all’inizio del 2017 dal prefetto di Siena a seguito dell’inchiesta per presunta corruzione che ha coinvolto gli ex vertici di Sei e di Ato. «Voglio ricordare – dice Termine – che Sei è commissariata e i tre commissari hanno come compito quello di affiancare i vertici di Sei Toscana, a tutela della legalità. Siamo sicuri, signori commissari, che tutto il management di Sei abbia comportamenti corretti e che tutto sia stato fatto a tutela della legalità e della collettività? Auspico anche io ci sia una proroga dei commissari, ma contemporaneamente ritengo indispensabile un loro cambio di passo e quindi un controllo effettivo, perché finora questo non è avvenuto. Perché noi amministratori siamo stufi di subire le incapacità di una classe dirigente impreparata e disinteressata ai bisogni del territorio».

«Giochi di potere». «Confido – conclude Termine – che i Comuni si facciano sentire in sede di Ato, perché temo che la verità sia un’altra, e cioè che siano in corso giochi di potere all’interno del cda sulla pelle dei contribuenti. E io a questo gioco non ci sto. Così come non sopporto la voce dei soliti “localisti”, dei sostenitori del “piccolo è bello”. Questi cercano soluzioni nel cortile di casa immemori del disastro di quanto successe con Coseca. Rimango anche perplesso dalle esternazioni del sindaco di Grosseto quando chiede le dimissioni del cda dimenticando, o facendo finta di dimenticare, che per chiederle bisogna essere soci di Sei e nessuno a Grosseto lo è. Al primo cittadino di Grosseto, invece di esercitarsi in altisonanti dichiarazioni, chiedo di ragionare insieme agli altri sindaci di impianti di smaltimento e della qualità del servizio, facendo in modo che il sistema pubblico del territorio si riappropri seriamente delle politiche di gestione dei rifiuti».

Il sindaco di Grosseto. Antonfrancesco Vivareli Colonna, ieri mattina, in una nota, aveva chiesto le dimissioni del cda e un mandato pieno per i commissari. «La gestione dei rifiuti in Toscana, declinata sugli Ato e affidata a Sei, è chiaramente disastrosa. Noi – ha detto – ci auguriamo che ai commissari sia dato mandato pieno non solo per il controllo della parte contrattuale ma anche di quella gestionale ed economica». Al Comune di Grosseto, secondo simulazioni svolte dall’assessora all’ambiente Simona Petrucci, risulterebbe, in caso di una gestione diretta del Comune sullo spazzamento, un considerevole risparmio. Vivarelli Colonna è convinto che così com’è la gestione dei rifiuti non funzioni. «Ho

denunciato in passato la drastica diminuzione del potere di controllo dei sindaci, ormai inermi nella possibilità di difendere i cittadini che amministrano. Ho denunciato i pericoli della costituzione di un Ato unico. Ora siamo a questo punto…», dice.

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