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«Rifiuti, Sei si riprenda il servizio È possibile risparmiare 2 milioni»

L’ad Marco Mairaghi domani vedrà sindaco e assessore per studiare una soluzione diversa da Cooplat Ariganello (Pd): «Pericoloso chiedere ai Comuni ulteriori risorse per far fronte alle difficoltà»

SIENA. Marco Mairaghi, ex sindaco di Pontassieve, da un anno mezzo amministratore delegato di Sei Toscana, negli ultimi giorni è stato al centro di accuse e polemiche, dopo aver espresso una serie di considerazioni sul lavoro dei commissari Anac e sulle criticità emerse in Maremma riguardo all’affidamento del servizio al socio Cooplat. Controversie sulle quali Mairaghi, contattato telefonicamente dal Tirreno, ribadisce il proprio pensiero. Non solo. L’ad di Sei Toscana confermerà in voce, domani, agli amministratori di Grosseto – il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore Simona Petrucci – i concetti espressi negli ultimi giorni.

«Sì, confermo – attacca Mairaghi – che mercoledì 20 mi incontrerò con il Comune di Grosseto per valutare, insieme, le azioni da compiere rispetto a Cooplat. L’obiettivo è dare a tutti i cittadini un servizio di qualità e più economico». Il conflitto con Cooplat inizia oltre un anno fa, quando il nuovo consiglio di amministrazione di Sei Toscana scopre le criticità finanziarie, contabili e tecniche contenute nel contratto di affitto del ramo d’azienda a Cooplat. In quella circostanza si verbalizza la ferma volontà di risolvere il contratto incaricando il direttore generale di verificare, con parere legale, la fattibilità e la procedura giuridica da seguire per una risoluzione contrattuale che riduca i rischi legali per Sei e definisca i tempi ed i modi della ripresa in carico del servizio. Decisione unanime dei presenti. Il servizio svolto da Cooplat negli otto comuni del Grossetano (Grosseto, Castiglione della Pescaia, Orbetello, Monte Argentario, Manciano, Magliano in Toscana, Capalbio e Isola del Giglio) viene definito “antieconomico” e Sei Toscana stringe i tempi per riprendere in mano la gestione diretta. Nel verbale del cda le problematicità nello svolgimento del servizio da parte di Cooplat venivano evidenziate e sottolineate in un elenco di reclami «che riceviamo – si legge – dai Comuni dell’area servita da Cooplat stessa e in particolare dal capoluogo, Grosseto. E poi problematiche inerenti la situazione creditoria nei confronti di Cooplat. Cooplat, infatti, avrebbe incassato più di quanto dovuto in virtù delle previsioni contrattuali». Da qui la risoluzione anticipata dell’affidamento, che però all’oggi risulta ancora in essere. La delibera di risoluzione del contratto, approvata dal cda, si è fermata per l’arrivo dei commissari.

Mairaghi ribadisce: «Se Sei Toscana oggi potesse riprendere il servizio e gestirlo internamente risparmierebbe circa 2 milioni rispetto a quanto Cooplat ci fa pagare quello stesso servizio. Milioni che – sia chiaro – vengono pagati dai cittadini. Al di là delle polemiche e delle dichiarazioni di questi giorni, mi sembra sia giunto il momento di dire chiaramente che la scelta fatta qualche anno fa di affidare il servizio di un territorio così vasto e importante a una società esterna è stata sbagliata». Oltre a venir meno il principio di economicità, secondo Mairaghi, «Sei Toscana riceve ogni giorno decine di segnalazioni dai cittadini e dai Comuni, che si lamentano per la qualità del servizio». «Tutto questo non possiamo accettarlo e dobbiamo riprenderci al più presto la gestione diretta».

Il commento del Pd grossetano. «Quella a cui stiamo assistendo – commenta Gesuè Ariganello, segretario provinciale del Pd – è una sconcertante lite tra privati che conferma la crisi in cui sta versando Sei Toscana. La richiesta inoltrata dall’amministratore delegato, finalizzata ad ottenere ulteriori risorse da parte dei Comuni per fare fronte alle difficoltà economiche delle società che lui rappresenta, appare invece addirittura pericolosa. Chiediamo quindi al prefetto di Siena il prolungamento del commissariamento e della gestione straordinaria fino al rinnovo del cda del

prossimo anno. Solo in questo modo si avrà finalmente la possibilità di chiudere definitivamente con gli attori principali del fallimento con il quale siamo costretti a fare i conti e di rimettere al centro del dibattito l’unica vera priorità: una gestione efficiente del servizio».

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