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Predatori attaccano un gregge e fanno strage di dieci pecore

Ancora sangue e disperazione nelle aziende di allevamento di ovini e bovini della provincia di Grosseto. L’ultima predazione di una decina di pecore è accaduta venerdì 15 giugno in nottata a Montiano...

Ancora sangue e disperazione nelle aziende di allevamento di ovini e bovini della provincia di Grosseto. L’ultima predazione di una decina di pecore è accaduta venerdì 15 giugno in nottata a Montiano (comune di Manciano), in località Poggio Maestrino, nell’azienda di Danilo Stefanini, allevatore cinquantenne, che fin da ragazzo ha scelto questo mestiere e questa località dove risiedere. I predatori hanno sgozzato sette pecore e ferito alla gola altre quattro che, sebbene curate dall’allevatore, sono destinate a morte certa. Il fatto è accaduto in un campo adiacente al capannone dove vengono ricoverate le greggi e a neppure cento metri di distanza dall’abitazione di Stefanini. Un evento così non accadeva a Stefanini da alcuni anni. Il proprietario è impietrito. Stefanini aveva diviso in due il gregge: le pecore da mungere da una parte e le alleve (le pecore più giovani), dall’altra, mandate al pascolo. «Per fortuna – commenta – i “lupi” hanno predato le alleve, altrimenti se si buttavano fra quelle sarde da mungere avrei dovuto chiudere l’azienda, in quanto anche le superstiti avrebbero subito smesso di fare latte. Invece il gregge delle alleve è più facile a riprendersi e ha minori conseguenze, sebbene perdere una decina di capi per un’azienda come la mia è un danno pesantissimo». Le pecore dunque pascolavano all’aperto la notte: «Con questa stagione – spiega Stefanini – le pecore mangiano la notte e si devono per forza tenere libere. A guardarle ho lasciato come sempre i miei tre cani da guardianìa. Ma al mattino mi sono accorto subito che era successo qualcosa, perché i cani non c’erano. Sono arrivati dopo, trafelati, forse per inseguire i predatori che per fare una strage simile saranno senza dubbio un branco». Quella di Stefanini è zona di pascoli e pastori. «Si lamentano predazioni varie – aggiunge l’allevatore – sia di ovini che di bovini. La zona è infestata da predatori che ci mettono in gravissima difficoltà. Fino ad ora speravo di fronteggiare la situazione coi cani, ma vedo che è impossibile. In passato ho avuto alcune perdite di qualche capo, ma questa entità è insopportabile per un’azienda. Si rischia davvero grosso». Di fronte all’ennesima predazione, il Comitato pastori d’Italia guidato da Mirella Pastorelli, fresca di nomina alla carica di vicesindaca di Magliano in Toscana con delega alle predazioni, annuncia iniziative e battaglie. «È l’ora di svegliarsi – sbotta – perché gli allevatori non possono più

aspettare. La Regione deve capire che le aziende chiudono, il territorio è a rischio di abbandono e degrado, pullulano lupi, ibridi, cinghiali e caprioli. I pastori stanno mollando. È la fine di un settore che si frantuma nel disinteresse e nella incompetenza generale». (f.b.)

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