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Operai senza stipendio da mesi Sciopero a Edilcave e Tramoter

I dipendenti sono passati da 70 a 12 negli anni: i sindacati lanciano l’appello alle istituzioni Il debito maturato dalla società con i lavoratori ammonterebbe a circa 200mila euro 

MASSA MARITTIMA. Di scioperi nel tempo ne sono stati fatti molti ma quello di ieri è stato più sentito di altri: gli operai della Edilcave e gli operai della Tramoter, i pochi rimasti, da mesi non vedono uno stipendio e per loro il credito ammonterebbe a circa 200mila euro. La prima azienda ha sede a Cannavota, nel comune di Follonica, la seconda a La Pesta nel comprensorio di Massa Marittima ed entrambe, gestita dalla famiglia Rondelli, sono impiegate nel settore delle estrazioni di materiali e nel ripristino delle cave.

Poggio Pelato a Monterotdono Marittimo, il Cicalino a Massa Marittima e la Vallina di Gavorrano sono solo alcune delle cave che negli anni hanno visto impiegati gli operai delle due aziende.

Aziende che fino a dieci anni fa davano lavoro a circa 70 dipendenti e che oggi contano solo 12 operai. «Negli anni – dice Gianni Bracciali della Fillea Cgil – abbiamo utilizzato gli ammortizzatori sociali per permettere ai dipendenti di cercare una ricollocazione da altre parti. Ma questo non è bastato». Aziende con una storia difficile: «Edilcave è l’azienda nata dopo Edilbeton, andata in fallimento. Le aziende hanno avuto due procedure di mobilità – continua Bracciali – e attualmente la realtà produttiva resta in profonda crisi».

Negli ultimi tre mesi gli operai hanno riscosso in totale 1.200 euro, uno stillicidio che già in passato ha pesato sulla loro economia familiare che spesso hanno incrociato le braccia per questo motivo. «Gli operai – spiega Bracciali – nel tempo hanno sopportato l’onore e le difficoltà economiche accumulando un enorme debito sugli stipendi: un debito che a grandi linee si aggira intorno ai 200 mila euro». Da qui il grido di aiuto per la salvaguardia dei posti di lavoro e un richiamo alle istituzioni affinché si interessino della condizione dei lavoratori: «Gli operai riuniti in assemblea lanciano un grido di aiuto – continua Bracciali – Alle istituzioni chiediamo di farsi carico di questo problema. Le aziende lavorano sia nel comune di Follonica dove hanno sede, sia nel comune di Gavorrano dove c’è una cava che in quelli di Monterotondo Marittimo e Massa Marittima dove sono le altre due. Le famiglie sono allo stremo, non possono sopportare questo peso». Secondo la Cgil la proprietà avrebbe garantito una situazione migliore a breve termine, ma le promesse sarebbero difficili da mantenere: «Troppe volte abbiamo sentito promesse che puntualmente vengono

disattese – conclude Bracciali – Se entro giugno non verrà pagato almeno una mensilità, gli operai saranno costretti a rimanere a braccia incrociate. Aspettiamo un cenno dall’azienda. Se ci fosse un’entrata o una vendita ci auguriamo che siano gli operai i primi a riscuotere».

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