Quotidiani locali

Tutti a tavola con sedici bandiere

Domani a Paganico la tradizionale cena multietnica di fine anno scolastico. Con il suo speciale “record”

PAGANICO. La scuola media di Paganico ha da tempo un piccolo record, che celebra ogni anno sempre nella stessa data, la sera del 1° giugno: è la più multietnica della provincia di Grosseto. Quest’anno, per esempio, conta ben 16 nazioni rappresentate su quasi cento alunni che frequentano le due sezioni del plesso di via Malavolti. Qui convergono i ragazzi, di età compresa tra 11 e 14 anni, residenti a Paganico, ma anche a Civitella, Casal di Pari, Pari, Campagnatico, Monte Antico e Montorsaio, piccoli centri dove è elevata la presenza di famiglie straniere, con figli neoitaliani.

«È vero – conferma la dirigente Cinzia Machetti – e non è un caso che la cosiddetta cena multietnica sia, alla dodicesima edizione, un appuntamento fisso di fine anno, dove la scuola incontra la comunità, dove le famiglie sono coinvolte insieme alla pro loco e agli esercenti. Seppure in misura inferiore rispetto a quanto accade in altre nazioni europee, la multiculturalità è ormai una caratteristica anche italiana e questo processo di trasformazione sociale, qui a Paganico, lo gestiamo già da anni».

Gli alunni stranieri sono circa il 30 per cento. Molti sono nati in Italia, ma hanno le origini più diverse: «La società – spiega il sindaco di Civitella Paganico, Alessandra Biondi – sta cambiando, non solo nelle città più grandi. È importante individuare il modo migliore per affrontarlo, questo cambiamento. Il fatto che l’istituto comprensivo Tozzi nell’insieme, e la scuola media in particolare, risulti così accogliente, aperto alle novità e multiculturale è motivo di soddisfazione. Peraltro a Paganico e nei paesi vicini i genitori dei bambini di origini straniere sono lavoratori integrati e contribuenti. Persone in qualche caso arrivate in Italia alla metà degli anni Novanta».

Ma quali sono le sedici bandiere che domani sventoleranno a Paganico, alla cena multietnica di fine anno scolastico? L’elenco è lungo: Macedonia, Albania, Marocco, Tunisia, Egitto, Sri Lanka, Germania, Nicaragua, Cuba, Brasile, Romania, Turchia, Senegal, Moldavia, Polonia e Russia, oltre ovviamente a quella tricolore. Il menu che si potrà degustare alla Casina, nel parco al centro del paese, spazierà dalla feijoada brasiliana al pollo al curry alla ceylonese; e poi cous cous marocchino, il tajine di pollo con verdure (piatto tunisino), i japrak albanesi, cioè gli involtini in foglie di vite. «I primi anni – racconta l’insegnante Maria Grazia Bartalucci, ideatrice dell’evento – si registrava un po’ di scetticismo negli assaggi. Ora chi partecipa assaggia quasi tutto e intorno all’evento c’è attesa e una crescente curiosità».

La cena multietnica 2018 è sostenuta e cofinanziata da Pro loco, Commercianti e Comune. Da quest’anno si sono aggiunte le risorse del Fami, il Fondo asilo migrazione e integrazione, strumento istituito dall’Ue per promuovere una gestione integrata dei flussi migratori sostenendo tutti gli aspetti del fenomeno: asilo, integrazione ed eventuale rimpatrio. L’appuntamento è alle 19 alla Casina. Sono stati invitati anche

Rosa De Pasquale, capodipartimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici del Miur, Monica Buonfiglio, dirigente del Provveditorato di Grosseto e Alfonso De Pietro, dirigente dell’Isis Leopoldo II di Lorena, scuola capofila del progetto Fami.

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