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 Vestaglie azzurre a Confindustria: «Vogliamo il Tfr»

Vestaglie azzurre a Confindustria: «Vogliamo il Tfr»

Il passaggio che mancava sarà fatto entro la fine del mese. Parola di Francesco Carri, curatore fallimentare di Abbigliamento Grosseto

GROSSETO. Il passaggio che mancava sarà fatto entro la fine del mese. Parola di Francesco Carri, curatore fallimentare di Abbigliamento Grosseto. Lo ha detto ieri, al termine dell’incontro con gli ex lavoratori della fabbrica di abbigliamento ormai chiusa da anni e i cui libri sono finiti in tribunale. Come ai vecchi tempi, ieri pomeriggio gli ex dipendenti della Mabro si sono trovati sotto al sede di Confindustria, per chiedere di conoscere a che punto fossero le pratiche per il pagamento del Tfr. Ma nella sede degli industriali in via Monterosa non c’era nessuno che potesse ricevere la delegazione sostenuta da Cgil, Cisl e Uil.

«Sono più di due anni che abbiamo finito la cassa integrazione e anche la mobilità - dice Francesca Ferrari, che faceva parte della rsu Cgil - Alcuni di noi, quelli che avevano più di cinquant’anni quando la società è fallita, termineranno la mobilità tra giugno e luglio ma la maggior parte di noi non sta percependo alcun reddito da mesi ormai e il pagamento del Tfr sembra ancora lontano».

È stata la legge del 2007 a rimescolare le carte e a lasciare, almeno fino a oggi, i lavoratori a bocca asciutta. «La società da allora ha deciso di versare l’accantonamento nel fondo di tesoreria dell’Inps - spiega Andrea Ferretti, responsabile dell’organizzazione che sta seguendo la vertenza per la Cgil - Bisogna capire quanti soldi effettivamente siano stati versati per gli ultimi tre anni per sapere quanto potranno riscuotere gli ex dipendenti dell’azienda». Un passaggio necessario, la richiesta del pagamento del Tfr attraverso il fondo di tesoreria, che serve per attivare anche l’altra procedura, ovvero l’accesso al fondo di garanzia dell’Inps grazie al quale gli ex dipendenti della Mabro potrebbero tornare a respirare almeno un pochino. «Il punto - aggiunge Ferrari - è che non sappiamo nemmeno se nel fondo di accantonamento siano stati versati dei soldi o meno. Abbiamo soltanto chiesto a Confindustria prima e al commissario poi, di velocizzare i tempi perché molti di noi sono davvero in seria difficoltà».

I lavoratori sono arrivati sotto la sede di Confindustria ma non hanno ricevuto alcuna risposta. Quando è stato detto loro che negli uffici, ieri pomeriggio, non c’era ormai più nessuno, hanno deciso di andare a bussare direttamente alla porta dell’ufficio di Carri che ha rassicurato i lavoratori. Confindustria avrebbe infatti evaso prima tutta la contabilità ordinaria e solo successivamente si sarebbe messa al lavoro per far ottenere alle ex vestaglie azzurre il Tfr. Il rischio che alcune di loro corrono - quelle che ormai

sono andate in pensione - di vedersi negata la riscossione di quanto spetti loro. Entro fine mese, ha però rassicurato Carri, i documenti saranno trasmessi all’Inps che potrà così verificare se effettivamente gli amministratori della società abbiano o meno versato i soldi all’Inps.

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