Quotidiani locali

APPELLO DELL’ENPA AMIATA 

Emergenza gatti abbandonati

«Ce ne lasciano a decine o li buttano nei cassonetti: così non va»

ARCIDOSSO. Comincia la stagione estiva e si porta dietro l’abbandono di animali che vengono gettati nei bidoni dell’immondizia, ai bordi delle strade e davanti alla sede Enpa. Enpa Amiata grossetana lancia l’appello di non abbandonarli e si mette a disposizione per consigli e aiuto.

Domenica mattina a San Lorenzo di Arcidosso è stato trovato un gattino appena nato dentro il cassonetto dell’immondizia e appena due giorni prima era stata lasciata al cancello dell’abitazione della presidente Enpa Amiata grossetana una scatola con otto gattini dentro. Con tanto di lettera di accompagnamento.

«Il gattino abbandonato nel cassonetto è un classico che si ripete ogni anno – commenta la presidente Lara Banchini – e davanti alla nostra struttura solo domenica otto gatti lasciati lì con lettera firmata da chi li ha lasciati. Noi l’anno passato abbiamo fatto duecento adozioni di gatti. Non c’è bisogno di lasciarceli davanti casa, però: perché proprio non potremmo tenerli tutti. Ma possiamo fare annunci e provare a trovar loro una sistemazione. E così per i cani. La gente ci chiama dicendoci che non li vuole più, ma noi i cani non possiamo proprio tenerli. Però possiamo attivarci per trovar loro un padrone. L’estate scorsa – rammenta Banchini – ebbe inizio con 17 gattini sistemati davanti alla porta di casa mia sempre con lettera di accompagnamento e sempre della stessa persona. Ma vorrei specificare che non funziona così. Noi non ci possiamo far carico di accogliere tutti i gatti dell’Amiata. La nostra struttura è abilitata a ospitarne solo 35. Non è possibile che chiunque vuole, venga a lasciare cucciolate qui da noi».

L’Enpa Amiata Grossetana che ha sede ad Arcidosso ed è attiva nei comuni di Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora, Seggiano, Roccalbegna, Semproniano e Castell’Azzara possiede una struttura adibita al ricovero di animali randagi feriti o malati, i quali, una volta curati, vengono rimessi nel territorio o nella colonia felina di appartenenza (salvo i casi nei quali l’animale presenti patologie croniche o infettive). «L’associazione – spiega Banchini – si prende cura di randagi che hanno bisogno di assistenza e non può in nessun modo accogliere “scatolate” di bestiole. Non siamo in grado né di ospitarli né di accudirli oltre il numero che è stato stabilito per la nostra sede. Chiedo dunque a tutti di non portarci cucciolate di animali

appena nati né di colonie feline né di casa. Chiunque abbia bisogno, però, può contattarci e cercheremo soluzioni insieme. Siamo a disposizione per informazioni e consigli». Ai numeri 334 1259672 (Lara Banchini) e 334 7521585 (vicepresidente Debora Fazzi). (f. b.)

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