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Banditi armati sequestrano una famiglia: "Dammi i soldi o taglio la testa a tuo figlio"

Notte da incubo alle porte di Grosseto. Padre, giovane e fidanzata legati e picchiati da malviventi con il volto coperto

GROSSETO. «Dimmi dove tieni i soldi altrimenti taglio la testa a tuo figlio». Viso coperto, pistola e machete in pugno, una banda di criminali si è introdotta di notte in una casa alle porte di Grosseto dove ha messo a segno una rapina legando, minacciando di morte e picchiando tre persone: padre, figlio e fidanzata di quest’ultimo. I rapinatori hanno legato e imbavagliato il giovane tenendolo inginocchiato in terra, quindi hanno rivolto il machete contro la sua testa e, indirizzandosi al babbo, gli hanno intimato di consegnare i soldi altrimenti avrebbero ucciso il ragazzo. Un’incredibile notte di terrore ha scosso la tranquillità di un’abitazione in campagna vicino a Grosseto, tra sabato e domenica intorno a mezzanotte. A quell’ora il padre, di circa 45 anni, stava riposando in casa. Fuori in cortile, dentro il camper di famiglia, erano il figlio con la fidanzata.

Tre persone armate e con volto coperto hanno fatto irruzione in giardino, uno a quanto pare armato di pistola, un altro con una grossa lama in pugno. Per quanto è stato possibile ricostruire i tre si sono inizialmente diretti verso il camper, entrando e assalendo la coppia che è stata legata e bendata. Cercavano un bottino facile: soldi, che nel veicolo non hanno trovato.

A quel punto hanno fatto ingresso in casa dove stava riposando il padre del ragazzo. Una volta dentro, hanno legato anche quest’ultimo e l’hanno portato fuori ricongiungendolo agli altri.

L’hanno fatto entrare nel veicolo insieme agli altri due, figlio e ragazza. Avrebbero quindi spostato il mezzo di qualche metro, forse per portarlo più al riparo, sempre in cortile: subito dopo hanno fatto scendere tutti e tre. Padre, figlio e ragazza si sono ritrovati anche qui legati, minacciati.

A un certo punto i malviventi hanno fatto inginocchiare il ragazzo e sul suo capo hanno puntato il machete.

Rivolgendosi al capofamiglia gli hanno detto: «O ci dici dove avete i soldi, o tagliamo la testa a tuo figlio». Qui il padre avrebbe rivelato loro di tenere del denaro in casa, indicando il punto. I malviventi sono rientrati nell’alloggio e trovando i soldi, circa 10mila euro, si sono dati alla fuga.

Per scappare hanno rubato anche la Fiat 500 della famiglia, sempre parcheggiata nel cortile. Dopo che i tre familiari si sono ritrovati da soli, il figlio è riuscito a liberarsi e a liberare a sua volta padre e fidanzata. Tutti e tre erano stati legati con delle fascette. A quel punto sono stati chiamati i soccorsi. È intervenuta la polizia, che ha avviato le indagini. L’auto rubata è stata abbandonata in un campo dai malviventi, e poi ritrovata. Il padre e i tre giovani hanno raggiunto il Pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto, dove sono stati sottoposti ad accertamenti e visite mediche. Hanno riportato lesioni in varie parti del corpo ma che fortunatamente non sarebbero gravi. Medicati dai sanitari, la ragazza ha 7 giorni di prognosi, il padre e figlio 3 giorni ciascuno.

L’episodio riporta alla mente un’altra rapina, avvenuta stavolta in territorio orbetellano.

Era il 20 aprile scorso quando una coppia di professionisti di Albinia è stata rapinata nella sua villa e tenuta immobilizzata per tutta la notte. Anche in quel caso le vittime della rapina sono state legate con delle fascette e tenute sequestrate nella loro casa.

«Mi hanno battuto il calcio della

pistola alla tempia – ha raccontato la donna il giorno dopo al quotidiano Il Tirreno, ancora sotto choc – e mi hanno colpito su un piede con un piede di porco». Anche su questa notte da incubo sono in corso le indagini delle forze dell’ordine.



 

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