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Ancora vandali in piazza San Francesco

Spazzatrici rimuovono decine di bottiglie in piazza San Francesco (foto Bf)

Spaccata nella notte bacheca di un'agenzia fotografica: ennesimo episodio in una zona ad alto tasso di alcol e teppismo

GROSSETO. "Sono vent’anni che abbiamo installato le bacheche. Ed è la prima volta che a qualcuno viene in mente di sfasciarle". C’è amarezza vera, nella voce di Maurizio Mainetti, uno dei due soci dell’Agenzia Fotografica Bf: è toccata a lui domenica mattina - all’apertura dello storico negozio di via Vinzaglio, nel cuore di Grosseto - la sgradevole sorpresa di scoprire che una delle due bacheche sistemate a fianco del negozio stesso era stata spaccata, con una pietra o sotto i colpi di qual ...

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GROSSETO. "Sono vent’anni che abbiamo installato le bacheche. Ed è la prima volta che a qualcuno viene in mente di sfasciarle". C’è amarezza vera, nella voce di Maurizio Mainetti, uno dei due soci dell’Agenzia Fotografica Bf: è toccata a lui domenica mattina - all’apertura dello storico negozio di via Vinzaglio, nel cuore di Grosseto - la sgradevole sorpresa di scoprire che una delle due bacheche sistemate a fianco del negozio stesso era stata spaccata, con una pietra o sotto i colpi di qualche mazza improvvisata. Amarezza doppia. Anzi tripla. C’è il danno economico, sostanzioso; poi, più inquietante, c’è il fatto che non è un episodio: da mesi l’area tra via Vinzaglio, piazza San Francesco e soprattutto il corridoio che le congiunge - chiasso delle Monache - è terra di conquista per gruppi di giovanissimi grossetani dalla forte propensione alcolica e dall’altrettanto assidua pulsione al teppismo; infine, il dispiacere perché nella bacheca spaccata, proprio dal giorno prima non c’erano in mostra foto qualsiasi, ma quelle gioiose della visita di Papa Francesco a Nomadelfia.Sono state quelle immagini a scatenare il gesto? Un atto di spregio contro il Pontefice e ciò che rappresenta?

Grosseto, i vandali spaccano anche la bacheca con le foto del Papa

Chissà. Più probabilmente, e più semplicemente, si è trattato del solito sfogo del solito ragazzetto stordito da sostanze varie, magari sì, "eccitato" dall’idea di colpire un simbolo così importante.Da queste parti, d’altronde, soprattutto nelle notti dei weekend si usa così. Qualche settimana fa fu sfasciata (identica "strategia") la porta d’ingresso dell’adiacente ristorante Langolino; le porte secondarie del polo delle Clarisse e quelle di locali di servizio sono fatte a pezzi; i lampioni di piazza San Francesco disintegrati a suon di pallonate; muri e vetrine del locale di proprietà della Provincia (oggi chiuso e abbandonato) sono imbrattati da ogni genere di schifezza; e non sono mancati episodi di minacce e intimidazioni ai danni di residenti e commercianti, come l’ottico Del Fa che dopo un «ti taglio la gola», esasperato, ha deciso di chiudere bottega.Ma chi sono i protagonisti di questa brutta storia?

Ragazzini, età compresa fra i 15 e i 20 anni, che - complice la scarsa illuminazione - si ritrovano qui, confondendosi tra molti altri pacifici coetanei che affollano la piazza, sostanzialmente per bere. Bere tanto (come testimoniano le foto che pubblichiamo, scattate tutte in giorni diversi) e poi lasciare i resti delle grandi bevute in una sorta di discarica a cielo aperto, la cui bonifica è affidata agli operatori di Sei, cioè alla collettività. Le proteste di residenti e commercianti non sono mancate e qualche blitz delle forze dell’ordine c’è stato. Ma oltre l’identificazione e il monito si può far poco: i ragazzi sono per lo più minorenni e le birre (le foto testimoniano) arrivano in grandi cartoni da legittime spese collettive gestite dai maggiorenni in supermercati e negozi. E poi, se anche li si "scacciasse" da qui, non farebbero altro che spostarsi un po’ più in là, riproducendo modi e abitudini altrove.Forse allora servirebbe qualcosa per rendere piazza San Francesco e dintorni un luogo capace di offrire stimoli per una "socialità" diversa. Insomma, per far stare lì i ragazzi, ma offrendo loro alternative allo sballo e al desiderio di fare branco. Il progetto Cap58100, promosso proprio da Clarisse Arte sulla possibile "riabitazione" delle piazze di Grosseto, ha lanciato in questo senso su piazza San Francesco alcune interesanti idee, dalla ruota panoramica all’utilizzo temporaneo del locale della Provincia come laboratorio creativo per le culture giovanili. Per qualcuno provocazioni o utopia: ma visto quel che continua ad accadere, provare a ragionarci seriamente potrebbe tornare utile. (e.g.)