Quotidiani locali

Più lavoro e sicurezza Appello nel nome dei morti in miniera

A Ribolla si celebrata la commemorazione della tragedia che nel 1954 costò la vita a 43 uomini nel Pozzo Camorra

RIBOLLA . Sessantaquattro anni dopo la sciagura mineraria di Ribolla, proprio da qui, dall’ex cinema-teatro Mori, diventato il cuore delle attività sociali della frazione, costruito dai minatori (che avevano donato una giornata ciascuno per tirarlo su), è stato rilanciato da istituzioni e sindacati un messaggio per migliorare la sicurezza sul lavoro.

Il cerimoniale commemorativo ha preso il via al mattino, con la messa celebrata dal sacerdote del paese don Ermille Berselli e dal vescovo Rodolfo Cetoloni, poi la posa della corona al monumento al minatore italiano di Basaglia, gli interventi delle autorità al centro civico e infine il momento più toccante, al monumento alle 43 vittime del Pozzo Camorra, all’interno dell’azienda Rocca di Montemassi della famiglia Zonin, con il Silenzio d’ordinanza suonato dalla tromba del giovanissimo Giulio Mari.

Gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni locali e del mondo dei lavoratori si sono concentrati proprio sulla necessità di non abbassare la guardia in tema di prevenzione e sicurezza per i lavoratori, riportando al centro del dibattito pubblico il lavoro “buono e sicuro”. Ad aprire la giornata è stata la prefetta Cinzia Torraco, accanto al presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. Un passo indietro il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola. «Con la commemorazione della tragedia di Ribolla - ha ribadito quest’ultimo - vogliamo dare nuovo impulso alla memoria storica che è fondamentale per la crescita economica e sociale della nostra comunità. Non è un caso che quest’anno abbiamo voluto dare spazio a un tema purtroppo sempre attuale: la sicurezza sul lavoro». Tra gli ospiti il consigliere regionale Leonardo Marras, i sindaci e i rappresentanti dei Comuni di Civitella Paganico, Cinigiano, Scarlino, Castiglione della Pescaia, Monterotondo Marittimo, Follonica, Montieri, Massa Marittima, il presidente del geoparco delle Colline Metallifere Lidia Bai, il segretario provinciale della Cgil Claudio Renzetti. Assenti gli amministratori in scadenza del Comune di Gavorrano e quelli di Grosseto. Assente (ed è la prima volta) il presidente e il gonfalone della Provincia di Grosseto. «La memoria – ha detto Luciano Silvestri, responsabile Cgil nazionale per la legalità – è importante per non dimenticare il passato, per collegare al presente il ricordo di un incidente così grave, che uccise 43 persone; perché c’è un collegamento con i morti sul lavoro di oggi. Qualche giorno fa, per il primo maggio, il sindacato ha voluto celebrare la festa dei lavoratori con una particolare attenzione al tema delle condizioni di vita e di lavoro che anche oggi purtroppo

portano alla morte. Non dobbiamo dimenticare che la condizione di tanti lavoratori è di nuovo peggiorata in termini di prevenzione e sicurezza proprio in conseguenza della crisi. L’Italia, è bene ricordarlo, è in forte ritardo su questi temi rispetto ai paesi europei più avanzati».

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