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Banca Tema, piccolo è bello Ecco l’ultima filiale mignon

Taglio del nastro oggi a Valentano, mini-distretto pellettiero del Viterbese Cresce l’utile-tesoretto e diminuisce il rischio: le anticipazioni sul bilancio 2017

GROSSETO. Banca Tema ha le spalle coperte: lo dicono alcuni dati che spuntano nel bilancio 2017 – l’appuntamento per il nulla osta da parte dell’assemblea dei soci è a Pitigliano, il 19 maggio – e che confermano che è sotto controllo persino il rischio che gli istituti bancari corrono per il loro corebusiness: prestare soldi. Tant’è che cresce del 3% il livello di copertura del rischio di credito. Intanto, con il taglio del nastro di oggi – alle 17 si inaugura una nuova, piccola, filiale a Valentano, nel Viterbese – si completa la mappa con cui Banca Tema ha progettato il suo riposizionamento sul territorio.

Una da tre. Acronimo di Terre Etrusche e di Maremma, Banca Tema è nata il 1° novembre 2016 da un matrimonio tra Banca della Maremma, Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano e Banca di Saturnia e Costa d’Argento Credito Cooperativo. È una, ma non dimentica da dove è venuta, tant’è che l’assemblea dei soci del 19 maggio è preceduta da assemblee di zona – a Pitigliano, Saturnia, Capalbio e ieri a Grosseto – nelle quali i soci della geografia che la compongono hanno potuto mettere sotto la lente di ingrandimento i numeri del bilancio 2017.

Filiali-crocevia. Con l’apertura a Valentano, salgono a 32 le filiali: 26 in provincia di Grosseto, cinque in provincia di Viterbo, una nel Senese. In controtendenza rispetto ai grandi gruppi bancari che arretrano dai municipi mignon, Banca Tema mette bandiera proprio lì con delle maison da due dipendenti: tant’è che è in vetta all’Amiata – a Piancastagnaio – nel borgo a forma di cuore di Montemerano, e finanche a Castell’Azzara. Oggi apre a Valentano, meno di 3mila anime. Va bene che essendo “banca del territorio” lo spirito di servizio ce l’ha nel Dna, ma il taglio del nastro di oggi non è frutto di puro spirito di abnegazione. E non è una tattica per l’immagine. «Valentano è sulla direttrice Pitigliano-Viterbo – nota Fabio Becherini, direttore generale di Banca Tema – È un crocevia. E poi ha un’economia interessante con il suo piccolo distretto della pelletteria da 400 addetti tra diretto e indotto. Sarà il nostro avamposto sud nel Viterbese dove abbiamo già altre filiali, come lo è per il nord del Grossetano Scarlino Scalo (penultima filiale aperta) che intercetta flussi di zona da Follonica, Massa Marittima, Scarlino Alto e Gavorrano. Dopodiché ci fermeremo: abbiamo completato il disegno di riposizionamento sul territorio. E poi, crescere è impegnativo». Piccolo è (ancora) bello per Banca Tema.

Raccolta e impieghi. Cresce la raccolta: sia quella diretta, cioè relativa alle obbligazioni emesse dalla banca, ai depositi, ai conti correnti, sia quella indiretta, cioè da fondi di investimento, azioni, titoli di stato; nel 2017 Banca Tema ha raccolto un miliardo e 100 milioni di euro: 930 milioni (+1% rispetto al 2016) “direttamente”, 165 milioni (+10%) “indirettamente”. In aumento è anche il volume del credito erogato ai propri clienti: del 4, 4% nel 2017; lo scorso anno l’istituto di credito ha prestato 855 milioni di euro ai propri clienti. È inoltre una banca che fa utili, non parliamo di grandi numeri ma di un piccolo tesoretto – 939mila euro – cresciuto del 19% rispetto al 2016.

Il rischio. Nel bilancio 2017 c’è un dato positivo che gli esperti considerano persino più promettente di quello relativo all’utile: è quello del livello di copertura del rischio di credito che si è alzato del 3%; l’”indicatore” è al 50, 7% sul totale del credito deteriorato: significa che, grazie agli accantonamenti, è sottocoperta un po’ più della metà dei soldi prestati e non rientrati per colpa dei cattivi pagatori, cioè chi non paga la rata del mutuo prima casa da qualche mese (e queste sono insolvenze lievi) ma anche chi ha già un contenzioso aperto con la banca. Positivo è finanche il dato delle sofferenze, ovvero i crediti che si danno per incagliati: la copertura è al 69%, 8-9 punti in più rispetto alla media italiana e a quella toscana.