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Le piante tipiche della montagna bussano in Regione

MONTE AMIATA. Ci sono il castagno bellone e il fagiolo diavolo di Roccalbegna, il fico castagnolo e il melo agostino. Una miniera genetica di ventisei piante tipiche dell’Amiata è stata presentata...

MONTE AMIATA. Ci sono il castagno bellone e il fagiolo diavolo di Roccalbegna, il fico castagnolo e il melo agostino. Una miniera genetica di ventisei piante tipiche dell’Amiata è stata presentata alla Regione Toscana dall’associazione Biodistretto del Monte Amiata, che annovera tra i suoi soci una cinquantina tra contadini bio, allevatori, artigiani, ristoratori, operatori turistici, commercianti, associazioni locali, professionisti e artisti, con lo scopo di valorizzare e proteggere le peculiarità produttive del territorio.

La Regione aveva invitato a presentare manifestazioni di interesse per il recupero, la caratterizzazione, la conservazione e la valorizzazione di risorse genetiche vegetali toscane.

L’Amiata, ricca com’è di questi tesori, ha risposto attraverso l’associazione Biodistretto dell’Amiata, nata lo scorso febbraio, il cui portavoce, Mario Apicella, agronomo, da anni è attivo nel settore; nel 2006 ha catalogato 108 piante tipiche dell’Amiata che danno origine a 650 prodotti. Le 26 piante presentate sono, insomma, una parte della enorme ricchezza genetica che i contadini di un tempo hanno lasciato in eredità alle generazioni future, tant’è che nella premessa alla manifestazione di interesse Apicella ha inserito 45 esemplari.

«Abbiamo evitato – spiega Apicella – di segnalare varietà di piante da frutto già presenti in altri comprensori e già registrate con lo stesso nome, come la mela roggia dell’Amiata, la Mela Panaia dell’Amiata, tutti i cereali antichi), pur essendo importantissime per il lavoro di ricognizione, caratterizzazione e valorizzazione, che stiamo svolgendo con i contadini più motivati del Biodistretto. E non sono state inserite, per semplice mancanza di tempo, le varietà di peri, peschi, susini e tutti i vitigni, già trovati, fotografati e catalogati, come anche l’erba medica, il prezzemolo, la saggina, la segale ed il trifoglio incarnato, che in parte, però, abbiamo segnalato in premessa».

L’elenco delle varietà vegetali è accompagnato anche da documentazione fotografica e scheda tecnica.

Nella lunga lista segnalata dal biodistretto spicca per i castagni il Gregorio (che tra varie qualità si è dimostrato resistente al cinipide) e per gli olivi l’olivo maschio del Potentino (dall’eccezionale resistenza al freddo). Questo l’elenco completo: avena marzolina, castagno bastardo nero, castagno bellone, castagno codino, castagno domestico, castagno federico, castagno gregorio, castagno luccichente, castagno marron pazzo, castagno pastinese, castagno

rossolino, castagno san Matteo, ciliegio avorio, fagiolo maresciallo, fagiolo diavolo di Roccalbegna, fico biancuccio, fico castagnolo, mandorlo a fiori rosa, melo agostino, melo gerbona, melo regina, melo roggia, melo rossolino, melo vergato, olivo maschio del Potentino di Seggiano.

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