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Chioccon, la biblioteca di un antifascista donata al Comune

Avvocato e intellettuale, tra i fondatori dell’Isgrec, il suo patrimonio di 3mila libri passerà alla Chelliana

GROSSETO. A quattordici anni dalla morte non si esaurisce il contributo di Francesco Chioccon alla città di Grosseto. La sua biblioteca personale, che conta 3mila volumi di letteratura, storia e saggistica, è stata donata alla Biblioteca Comunale Chelliana. Così aveva voluto Chioccon, morto nel 2004. Il 2 dicembre 2017 è scomparsa sua moglie, Bona Francesca Maria Piacenti Chioccon. Il testamento è stato registrato a gennaio e nei giorni scorsi la giunta ha formalizzato l’accettazione della donazione.

Avvocato e intellettuale, antifascista, tra i fondatori dell’Isgrec, di cui è stato primo presidente fino alla morte (a lui è intitolata la biblioteca dell’istituto), Chioccon era nato a Monteriggioni il 17 dicembre 1922. Ha preso parte alla Resistenza, è stato incarcerato. Dopo la laurea si è trasferito a Grosseto, ha insegnato e si è poi dedicato alla professione di avvocato. Negli anni ’50 è con Luciano Bianciardi e Carlo Cassola nel Movimento di Unità popolare, e con Gianfranco Elia e Marcello Morante fonda il Circolo Calamandrei. Tutta la sua vita è segnata dallo sforzo di far uscire la cultura grossetana dal provincialismo.

«La sua è la biblioteca di un intellettuale – spiega la direttrice della Chelliana Anna Bonelli – e rispecchia i suoi interessi: saggistica, letteratura, testi classici».

Da molto tempo Chioccon, che non aveva figli, aveva deciso di donare i suoi libri al Comune. Era il 2004 quando aveva scritto una lettera all’allora sindaco Alessandro Antichi. La volontà di lasciare i libri alla città e le modalità del trasferimento (il corpus librario va mantenuto unitario) sono descritte nel libro, citato anche nella delibera di giunta, “La biblioteca di un antifascista: Francesco Chioccon (1922-2004)” di Piero Innocenti e Francesca Martellacci (2006).

«Almeno dieci anni prima che morisse aveva cominciato a esprimere il desiderio di donare i suoi libri alla Chelliana. E ne sono felicissimo», spiega il fratello Mario Chioccon. «Franco – prosegue il signor Mario citando il fratello con un affettuoso diminutivo – era una persona che viveva per i libri, di grande cultura. Amava l’arte, la filosofia, la politica. Per me è stato un fratello padre, tra noi c’erano 14 anni di differenza; lui il primo, io l’ultimo di cinque figli. Ma siamo sempre stati legatissimi. Era un profondo senese e amava profondamente Grosseto. La nostra famiglia poi ha radici in Maremma: la nonna Elena era sorella di Lorenzo Porciatti, e il nonno, Emilio Ginanneschi, era dei Ginanneschi di Castel del Piano».

E alla Maremma Chioccon lascia questa ulteriore, preziosa eredità culturale. Che avrà una casa prestigiosa. Oggi in via Bulgaria, la Chelliana è infatti alla vigilia del trasferimento a Palazzo Mensini in via Mazzini, i cui locali non sono però ancora arredati. «Siamo in fase di pretrasloco e a breve partirà la gara per comprare gli arredi – spiega la direttrice Bonelli –. Metteremo questo fondo direttamente in via Mazzini; i libri andranno catalogati e li timbreremo con un timbro che faremo fare apposta con scritto “donazione Chioccon”. Ma al momento non abbiamo un posto fisico per custodirlo». I libri dovranno quindi aspettare un po’ a casa Chioccon; da volontà del proprietario, il Comune ha un anno di tempo per ritirarli. Se non lo farà, il loro

destino lo deciderà l’esecutore testamentario. Da parte del Comune c’è però tutta la volontà di accogliere il lascito. «È una donazione importante che arricchisce ulteriormente il valore della biblioteca. Il mio grazie a Chioccon», dice l’assessore alla Cultura Luca Agresti.

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