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I turisti si ospiteranno nel borgo

Presentato il progetto di albergo diffuso a Scarlino: in questo modo si eviterà che il paese si spopoli

SCARLINO. Presto il centro storico di Scarlino potrebbe ospitare una nuova forma di turismo: l’albergo diffuso, una tipologia di ospitalità «che va nell’ottica del recupero del patrimonio esistente dei centri storici», per dirla con le parole dell’assessora Arianna Picci.

Ieri in sala consiliare il sindaco di Scarlino Marcello Stella ha ospitato la sindaca di Semproniano Miranda Brugi, prima cittadina di uno dei Comuni toscani che già da tempo ha scelto di realizzare questa nuova forma di ospitalità. Presenti all’incontro, insieme a diversi cittadini, anche l’assessora Giusi Rizzi e gli architetti Patrizia Duccini e Graziano Massetani.

L’incontro, aperto a tutti, è servito a presentare i contenuti del progetto ai possessori di immobili nel capoluogo. «Questo progetto – ha detto il sindaco Stella – non ha la presunzione di risolvere i problemi dei centri storici ma può essere di qualche aiuto per incrementare la ricettività e salvaguardare il patrimonio edilizio esistente, valorizzando il territorio. Fondamentale è l’informazione ai cittadini agli imprenditori. Dopo la manifestazione di interesse da parte di chi è interessato ci saranno appositi momenti di confronto per dare concretezza a questo strumento che va ad aggiungersi ad altri intervenuti e benefici già previsti da questa amministrazione».

Le proposte fatte dall’amministrazione per evitare lo spopolamento del borgo sono diverse: dall’agevolazione per l’apertura di nuove attività ai contributi per i canoni di locazione. La realizzazione dell’albergo diffuso è però un’opportunità in più che potrebbe dare un senso alle tante seconde case del centro storico. «La locuzione “albergo diffuso” nasce in Carnia nel 1982 da un gruppo di lavoro che voleva recuperare case a seguito del terremoto degli anni 70 – ha spiegato l’architetta Duccini – poi in seguito il progetto è stato messo a punto da Giancarlo Dallara. Oggi è riconosciuto come forma autonoma di struttura ricettiva: è un albergo orizzontale con camere e servizi dislocati in edifici diversi. È normato da precise leggi e si rivolge ad una domanda che non vuole un albergo normale ma un contesto di pregio a contatto con i residenti usufruendo dei servizi alberghieri. Inoltre risolve i problemi della ricettività turistica dei piccoli centri». La sindaca di Semproniano ha portato a Scarlino la sua testimonianza: «Nella realizzazione dell’albergo diffuso devono essere collegate anche una serie di iniziative d’area: è importante studiare tutto un contesto. Seggiano Semproniano e Santa Fiora sono tutti Comuni che stanno facendo un percorso con l’università di Firenze che ci accompagna. A Semproniano l’esperienza è iniziata a seguito del rapporto tra Dallara con una imprenditrice dell’Emilia Romanga

che ha comprato alcune case e cominciò a pensare in termini di albergo diffuso. È stato individuato un gestore unico e il servizio centralizzato è in funzione, c’è una reception con una persona che parla diverse lingue e per la promozione c’è la Regione che se ne sta occupando».

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