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Sparatoria a Follonica, ancora gravi le condizioni dei due feriti - Video

Prognosi riservata per Massimiliano De Simone, fratello della vittima, e per la farmacista Paola Martinozzi. Ritrovata l'arma

Sparatoria a Follonica: dalla lite per delle pulizie all'omicidio Tutto è iniziato per delle pulizie davanti l'hotel Stella, albergo che confina con una rosticceria. Pulizie che hanno alimentato una lite, poi finita nel sangue. Ecco in sinstesi le ore di follia vissute in centro a Follonica (elaborazione a cura di Mario Moscadelli) - L'ARTICOLO

FOLLONICA. Resta riservata la prognosi delle due persone ferite, venerdì 13, a Follonica da Raffaele Papa, un ragazzo di 29 anni che, sparando, ha ucciso il 42enne Salvatore De Simone ( L'ARTICOLO ). All'ospedale Le Scotte di Siena sono ricoverati in rianimazione, in condizioni gravi, il fratello di Salvatore, Massimiliano De Simone, 46 anni e Paola Martinozzi, 55 anni, dipendente di una farmacia.

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Quest'ultima si è trovata a passare per caso dal luogo dove Papa ha sparato: obiettivo del 29enne sarebbero stati infatti i due fratelli De Simone, a causa di una lite che andava avanti da tempo per vari problemi. Papa, poi fuggito e bloccato a Grosseto, è stato sottoposto a fermo e trasferito in carcere.

TROVATA L'ARMA

Intanto i carabinieri hanno ritrovato la pistola che avrebbe sparato (quando è stato fermato alle porte di Grosseto l'uomo non aveva con alcuna arma): si tratta di una calibro 9 con la matricola abrasa rinvenuta nel torrente Gora, alle porte di Follonica, dai sommozzatori dell'arma e dei vigili del fuoco. I sommozzatori dei pompieri avevano cercato l'arma anche nella zona di Fiumara, a Marina di Grosseto e sul lungomare Carducci, a Follonica.

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IL MOTIVO DELLA LITE

Sarebbe stata proprio la vicinanza tra l’hotel di Giuseppina Marcelli, la mamma dei fratelli De Simone e la rosticceria Da Buono di proprietà dell’omicida il motivo di tanta violenza. Sono, infatti, le 13,40 quando i proprietari dei locali vicini sentono le urla: nell’hotel una donna stava facendo le pulizie e l’acqua che stava utilizzando per lavare un balcone è caduta in strada, finendo vicino alla vetrina della rosticceria. Papa ha iniziato a urlare minacciando la donna. Probabilmente, mimando con la mano il gesto di una pistola. La donna ha chiamato i figli della proprietaria. Ma quando i due uomini sono arrivati, Papa aveva già in mano l’arma e ha sparato. Sulla linea di tiro si è trovata anche una passante, una farmacista della zona, assolutamente estranea al litigio. 

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L'ARRESTO E IL RUOLO DEL "TARGASYSTEM"

Raffaele Papa è fuggito al volante della sua Audi Q5, il potente suv sul quale si è allontanato lasciando dietro di sé una lunga scia di sangue. Ma era braccato: i carabinieri del nucleo investigativo e i militari della compagnia di Follonica sapevano chi fosse stato a fare fuoco. È scappato verso sud, è uscito dall’Aurelia e la sua Q5 è stata immortalata da Targasystem, la telecamere installata all’ingresso della città dal Comune di Grosseto che trasmette i dati direttamente alle forze dell’ordine. I carabinieri però lo stavano già aspettando in via Aurelia Nord, dove il trentenne ha parcheggiato la sua auto e si è avviato a piedi verso il centro della città. Su quella strada dove passano migliaia di auto al giorno e dove ci sono attività, bar, ristoranti, c’erano anche gli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri che lo hanno riconosciuto. Si sono avvicinati, gli hanno chiesto se fosse lui nonostante ne avessero la certezza. Nonostante avessero ben presente la faccia dell’uomo che stavano aspettando. Lo hanno fermato e portato in caserma dove è in stato di fermo, accusato di omicidio aggravato e di duplice tentato omicidio. La telecamera installata all’ingresso di Grosseto, ha svolto alla perfezione il suo compito: ha fotografato l’auto appena passato il varco riconoscendo la targa dell’Audi che era stata diramata dai militari per le ricerche. I carabinieri sono stati più veloci: hanno fermato l’omicida prima. Ma il sistema ha dimostrato di funzionare alla perfezione: chi entra e chi esce dalla città non ha scampo. Targasystem registra tutto. 

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