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Nell’ex fabbrica nascerà un hotel di lusso a 5 stelle

Nell’ex fabbrica nascerà un hotel di lusso a 5 stelle

Porto Ercole, l’imprenditore svedese Conni Jonson presenta alla popolazione il progetto che coniuga modernità e bioedilizia. E porterà chance d’impiego

PORTO ERCOLE. Un hotel di lusso moderno e costruito con i criteri della bioedilizia, ma attento allo skyline di Porto Ercole. È stato presentato in una gremita sala della parrocchia di Porto Ercole (Monte Argentario) il progetto della nuova struttura alberghiera che sorgerà al posto della fabbrica ormai dismessa dal 1984. Evento in grande stile, che ha visto la presenza del proprietario svedese della società Qarlbo – che un paio d’anni fa ha acquistato l’area – l’imprenditore Conni Jonson. Jonson ha deciso di investire nel paese argentarino dopo essersene innamorato da qualche anno e dopo aver anche acquistato una villa sul promontorio.

A illustrare nel dettaglio il progetto, che verrà presentato ufficialmente una volta ultimato l’iter di variazione urbanistica, è stato il project manager Luca Milan. La struttura, ha spiegato Milan, rispetterà l’impatto visivo a cui i portercolesi sono stati finora abituati. «La volontà è stata di mantenere una memoria del luogo – ha detto – e di quanto è stata importante la fabbrica per Porto Ercole. Con l’auspicio che l’albergo possa riportare il paese ai fasti del passato».

Banchina a parte, che con il nuovo piano regolatore sarà allungata, i tetti e i colori saranno compatibili con l’ambiente circostante e sarà mantenuta la stessa altezza, ma la struttura sarà leggermente spostata in avanti rispetto al condominio retrostante. Non ci sarà poi solo il nuovo hotel – un 5 stelle da 66 camere dotato di tutti i comfort come una palestra, la spa, la sala benessere, un ristorante di livello e zone esterne con terrazzamenti e giardini pensili – ma sarà realizzato, oltre a quello interno supermoderno, un parcheggio adiacente. La Qarlbo sta inoltre lavorando anche per realizzare un altro parcheggio all’esterno del paese. Oltre a migliorare la viabilità, dunque, è intenzione dei proprietari della famiglia Jonson dotare Porto Ercole di una nuova possibilità di sviluppo economico. Un’attività che darà lavoro a molti abitanti, ma consentirà anche un miglioramento estetico di tutta la zona.

«Ci siamo innamorati di questo posto stupendo – ha detto il proprietario Conni Jonson, presente assieme alla moglie e a un rappresentante di Qarlbo, Pelle Lindberg – e vogliamo farne la nostra seconda casa. Siamo qua da 5 anni nella nostra villa e siamo affascinati dalla bellezza del posto, siamo grati di come siamo stati accolti dalla comunità. Sono un imprenditore e ho visto subito la possibilità, con la ex Cirio, per inserirci ulteriormente qua, per restituire qualcosa alla gente. È una possibilità di sviluppo positivo per tutta l’area».

Nei piani della società c’è l’apertura della struttura, che potrebbe chiamarsi “Fabriqa”, nel 2020, con l’inizio del lavori auspicato per questa primavera. Come viene sottolineato anche dal nome, c’è appunto l’intenzione di mantenere un filo diretto con quella che è stata la destinazione d’uso del terreno dal 1926 – quando la famiglia Nieto, rappresentata ieri da Marco, uno dei successori – la cedette alla Cirio un anno prima per la lavorazione e l’inscatolamento del pesce azzurro. Molte persone di Porto Ercole, soprattutto donne, vi hanno lavorato fino al 1984, quando è stata dismessa e abbandonata fino ad oggi.

«In molti hanno provato in passato a presentare un progetto – ha sottolineato il sindaco Arturo Cerulli – ma nessuno è riuscito a intravedere una vera possibilità di guadagno economico. La famiglia Jonson lo fa soprattutto per amore di Porto Ercole e noi, nonostante il progetto sia privato, non possiamo far altro che ringraziare. Adesso stiamo portando avanti l’iter burocratico con le osservazioni al procedimento di adozione già portato in consiglio comunale

per la trasformazione in struttura alberghiera. Dunque prima va approvato il progetto urbanistico in maniera definitiva. Le osservazioni scadono a fine marzo; riteniamo che ad aprile questa parte sarà approvata e loro potranno presentare il progetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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