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Un cartellone elettorale a Pisa fa infuriare la Maremma

Il candidato a sindaco addita Grosseto come esempio negativo per il turismo. Vivarelli Colonna: "Lo sconosciuto parla di cose che non conosce"

GROSSETO. La buccia di banana questa volta è stata lasciata sotto la torre pendente. Ed è su quella che è scivolato il candidato a sindaco di Pisa Antonio Veronese che ha tappezzato la città che fu Repubblica marinara di cartelloni elettorali che hanno scatenato - letteralmente - la furia dei maremmani. «6° in Toscana per presenze turistiche, dopo Grosseto», si legge. E ancora: «Oggi Pisa è ridotta così. È il momento di costruire un altro domani». Tutto su sfonda rosa, con le parole dopo Grosseto in bianco per distinguerle da quelle precedenti. Nemmeno a farlo apposta, il quantomeno bizzarro manifesto elettorale che sembra relegare Grosseto (e la Maremma) all’esima posizione delle città e province appetibili per turismo, ha fatto il giro di Facebook dove, da destra e da sinistra, c’è stata una levata di scudi. Perché è vero che si tratta di un cartellone elettorale e a Grosseto di consultazioni non si parlerà per un po’, ma è anche vero che qua vale la regola che chi tocca la Maremma e la sua terra, muore.

Tra i primi a rilanciare sul social network il cartello della discordia è stato il collettivo Grossetowave, che ha accompagnato la fotografia con la didascalia più esplicativa del sentimento condiviso ieri in città: «Pisa merda». Da lì sono cominciate decine e decine di condivisioni e commenti che hanno toccato più o meno tutti.

Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che con l’uso dei social ha una dimestichezza innegabile, è partito lancia in resta. «La campagna elettorale è sempre un momento in cui il linguaggio subisce mutazioni vistose: la comunicazione deve essere persuasiva ed è necessario, se non vitale, attirare l’attenzione dei cittadini - scrive sul suo profilo personale - Quindi comprendo benissimo lo sconosciuto candidato civico al Comune di Pisa - tale Antonio Veronese - che desidera convincere l’elettorato a votarlo. Lo capisco. Peccato solo che lo sconosciuto candidato - che forse domani, grazie a me, lo sarà molto meno - parla di cose che non conosce: nel denunciare infatti il declino del turismo nella sua città utilizza a sproposito Grosseto. A sproposito perché Veronese non sa che Grosseto è meta turistica amata, apprezzata e conosciuta. Non sa che Grosseto, lo scorso anno, è stata indicata dal quotidiano francese Le Monde come uno tra i primi 12 luoghi al mondo da scoprire. Non sa che la nostra terra miete successi. L’unica cosa che sa è che Grosseto supera Pisa per presenze turistiche. Bravo, quindi, il suo spin doctor. Quanto al candidato, mi pare che debba ancora studiare molto. Intanto gli auguro tanta fortuna: ne avrà un bisogno mostruoso. Amo Grosseto».

A ruota è cominciato il can can: «Hanno solo la torre e la fortuna che non si sia più raddrizzata», si legge. E ancora, il classico dei classici «Meglio un morto in casa che un pisano all’uscio». C’è chi la Maremma ce l’ha tatuata su un braccio, chi sul petto. Lo stesso vale per la cinta muraria che protegge Grosseto, anche da chi, come sembra dal cartello elettorale del candidato a sindaco della civica di Pisa, crede che quel quinto posto equivalga alla maglia nera del turismo.

«Certo che Pisa viene sicuramente dopo Grosseto, a parte quella piazzetta con una torre dovuta ad un errore di calcolo cosa hanno? l’arnaccio, hanno i pisani?? che scusa ma ne fa volentieri

a meno anche Dante, insomma dimmi cosa ha Pisa più di Grosseto?», domanda un altro utente, tra l’incredulità di molti e una punta di sana rabbia nei confronti di chi Grosseto questa volta l’ha citato non come esempio per crescere ma come modello dal quale allontanarsi.
 

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