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Quattro grossetani bloccati in Sri Lanka dalla rivolta

I quattro grossetani stanno bene e hanno rassicurato i loro familiari e amici

GROSSETO. Quattro amici grossetani, due donne e due uomini, si trovano da martedì a Dick Wella, nel sud dello Sri Lanka, dove il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza su scala nazionale e chiuso tutti i social network, tutto questo nel tentativo di sedare sul nascere le violenze intercomunitarie tra la maggioranza singalese buddista e la minoranza musulmana. I grossetani, però, sono in contatto con la Farnesina, che da ieri segue l’evolversi della situazione e invita familiari e media a non creare allarmismi. Giada Scannerini, Chiara Marziali, Fabio Mudaro e Marco Sodi - questi i nomi dei quattro turisti - sono partiti domenica dall’Italia e, dopo lo scalo a Dubai, sono giunti a Colombo, la capitale del Paese.

Da qui quattro ore di autobus per trasferirsi a Dick Wella, a circa duecento chilometri dalla capitale, in un resort affacciato su una spiaggia immacolata. Ieri, a metà giornata, grazie a un’applicazione scaricata nel telefono di Marco Sodi, i quattro grossetani sono riusciti ad aggirare il blocco delle comunicazioni con l’estero e mettersi in contatto, via whatsapp, con familiari e amici, nonostante Internet sia stato completamente oscurato.

«Siamo un gruppo di amici che andiamo ogni anno in vacanza insieme - scrive Sodi - fino a ieri (mercoledì) è stato tutto tranquillo, abbiamo fatto un’escursione in spiaggia e in un monastero buddista, poco lontano da dove ci troviamo. In questo momento è impossibile avere informazioni su ciò che sta succedendo. Nessuno ci dice nulla, tranne che le comunicazioni resteranno bloccate per dieci giorni, in primis i social. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza e la guerriglia pare che sia scoppiata nella zona di Kandy, città sacra per il dente del Budda, a opera di buddisti. Per ora ci sono 24 morti».

«Dovremmo ripartire martedì alle 11 da Colombo - spiega Giada Scannerini - e speriamo che il programma venga rispettato. Noi stiamo bene, in una zona al momento tranquilla e non ci manca nulla. La Farnesina ha ricevuto oggi una e-mail e ha i nostri recapiti e cellulari». Dick Wella è una piccola penisola nel sud dello Sri Lanka. La struttura dove si trovano i quattro grossetani (e un’altra trentina di italiani) si affaccia su due spiagge bagnate da un mare mitigato da scogliere.L’emergenza sicurezza in Sri Lanka si è palesata il 4 marzo scorso, quando gruppi di buddhisti hanno distrutto case e attività dei musulmani nelle aree di Digana e Teldeniya, a Kandy.Martedì il ritrovamento del corpo di un giovane musulmano ha mosso la rabbia in senso

inverso. Qui il timore dei buddisti, notoriamente pacifici, è quello di trovarsi invasi e sopraffatti dai musulmani, come già accaduto nello stato dell’Arakan. In passato gli islamici hanno reagito con violenza, innescando scontri tra le comunità domati con difficoltà dalla polizia di Stato.

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