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Si addormenta in terrazza dopo il tentativo di furto

Argentario: un uomo di 55 anni riconosciuto colpevole e condannato a 6 mesi «Cercavo soltanto un posto dove dormire, non stavo rubando nulla»

MONTE ARGENTARIO. I carabinieri lo avevano trovato addormentato sulla terrazza di un’abitazione nella zona di Costa degli Olivi, a Monte Argentario. Erano le 5 del mattino. «Cercavo soltanto un posto per dormire». Ma accanto a lui alcuni sacchi, contenenti oggetti in ceramica e utensili per il barbecue. Che, secondo l’accusa, erano pronti per essere portati via dal ladro.

E per tentato furto è stato processato e condannato un uomo di 55 anni, Piero Marchetti, abitante a Roma, per un episodio risalente al 19 settembre 2013. Il giudice Giovanni Muscogiuri lo ha riconosciuto colpevole e lo ha condannato a 6 mesi e a una multa. I carabinieri erano intervenuti dopo la chiamata di una donna che, allarmata, aveva sentito strani rumori fuori da casa. La pattuglia del Norm di Orbetello aveva ispezionato il perimetro del complesso abitativo e sulla terrazza dell’abitazione della donna aveva trovato l’uomo che stava dormendo; accanto c’erano borse con oggetti di scarso valore che, secondo la proprietaria, erano disposti fino a poco prima sui mobili della terrazza stessa. Nessun danno, perché Marchetti dovrebbe essere passato da un cancello lasciato aperto. Insomma, la conclusione era che il ladro si era addormentato mentre stava compiendo il furto e per questo reato era stato denunciato, anche se Marchetti aveva protestato la sua completa estraneità.

In aula erano stati ascoltati sia la proprietaria sia i carabinieri. Ieri mattina la discussione finale. Il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi, ricostruiti brevemente i fatti, si è detto convinto della colpevolezza di Marchetti (che tra l’altro ha vari grattacapi con la giustizia) e, individuando comunque i fatti nell’ambito del tentativo di furto, ha chiesto la condanna a 10 mesi. Di tutt’altro avviso il difensore, l’avvocato Alessia Massai: «Non sussistono gli elementi per concludere che Marchetti volesse commettere un furto. L’unica cosa certa è che lui dormiva. Lo disse lui stesso ai carabinieri. E comunque i militari erano stati chiamati quasi dopo un’ora che la proprietaria aveva sentito i rumori». A proposito della refurtiva: «Quegli oggetti non erano nascosti in uno zaino o in un giaccone dell’imputato: erano appoggiati davanti alla porta. Chi ce li aveva messi? E comunque

Marchetti non scappa quando arrivano i carabinieri. La stessa proprietaria in aula ha detto che, se lo avesse saputo, lo avrebbe fatto entrare per farlo dormire». E ne aveva sollecitato l’assoluzione, o comunque il riconoscimento della particolare tenuità del fatto.

 

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