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Le terme rinascono: ecco il progetto per fare il bagno ai Poggetti Vecchi - Video

Grosseto: nove vasche con acqua naturale che arriva a 44 gradi. Il megacentro nasce ai Poggetti Vecchi, vicino a Roselle 

Terme di Roselle, ecco le vasche con acqua naturale Ecco le piscine termali già realizzate dall'aziende agricola dei Poggetti Vecchi (video Bf) - L'ARTICOLO

GROSSETO. «Già da qualche giorno sono state riaperte al pubblico le Terme di Roselle, della qual cosa era sentito vivo il bisogno da numerosi cittadini, che per ragione di salute devono ricorrere alla cura di quella sorgente risentendone benefici effetti». Si leggevano queste parole il 23 luglio 1916 sul giornale locale “Ombrone” e quelle parole, oggi più che mai risuonano a Grosseto, dopo che il Comune ha cominciato i lavori di demolizione dello scheletro di quella struttura. Ma non c’è da perdere la speranza, anzi. Perché senza che siano stati affissi cartelli e senza che il clamore abbia accompagnato un progetto coccolato per più di vent’anni, c’è un imprenditore pronto a riaprire le porte di uno stabilimento termale a pochissimi chilometri dalla città.

È una vera e propria sfida quella che nel 1996 ha lanciato Aldo Ceccarelli: ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma quella sfida, l’imprenditore agricolo, la sta vincendo. Le nove piscine termali sono già state realizzate, il bosco di macchia mediterranea è pronto ad accogliere chi vorrà ritagliarsi quell’angolo di paradiso dove l’acqua arriva da una sorgente naturale a 44 gradi. Mancano le rifiniture, devono essere realizzati gli spogliatoi, i bagni e il bar. Ma, al massimo tra tre anni, il grande cancello dell’azienda agricola dei Poggetti Vecchi si aprirà per restituire alla città le sue vecchie terme. Spostate solo pochi chilometri più in là.

È una storia che affonda le radici nella Maremma più vera quella di Aldo Ceccarelli, che ha tirato avanti l’azienda agricola di famiglia dove vengono coltivati grano, girasoli, ceci, pomodori e ora anche il riso. «Sapevo che c’era l’acqua termale in questa zona - racconta - e ho cominciato a fare dei saggi per capire se davvero arrivasse anche qui dove avevamo l’azienda. All’inizio abbiamo realizzato tre pozzi: il numero 2 ha ricevuto il riconoscimento dal ministero per le acque termali e così abbiamo deciso di metterci al lavoro per realizzare le strutture».

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La decisione fu presa da Aldo negli anni ’90. Ora, dopo due decenni, le piscine hanno già preso la forma definitiva. «Sembra essere passato un secolo, ma in Italia per realizzare un progetto del genere bisogna avere tanta pazienza», sospira Aldo che oggi è seguito in questa avventura dai figli Tommaso e Luigi. Pazienza per la realizzazione di un progetto che costerà diversi milioni di euro e pazienza per tutto quello che è successo durante gli scavi. Perché nell’azienda dei Poggetti Vecchi non è soltanto l’acqua termale ad avere un valore inestimabile: è durante la realizzazione delle buche che avrebbero dovuto ospitare quelle piscine che sono stati trovati i resti, quasi completi, di Paleoloxodon antiquus, un elefante ora estinto. Insieme, c’erano strumenti in pietra e alcuni resti lignei che hanno ridisegnato la preistoria, raccontando come l’uomo di Neanderthal, utilizzando quegli attrezzi per accendere il fuoco. «I lavori si sono fermati più volte per permettere al personale della Soprintendenza di realizzare gli scavi - spiega Ceccarelli - e repertare tutto il materiale che di volta in volta veniva trovato».

La zona dei Poggetti Vecchi è una zona ricca di storia che affonda le sue radici nei millenni. Basta buttare un’occhiata sul laghetto che si apre come una lingua al di là del muro della piscine. Un laghetto termale, dove facevano il bagno gli antichi romani. «Il muro che delimitava le terme - fa notare Tommaso - è di epoca romana ed è ancora ben visibile. Il laghetto non ha la balneabilità, per ottenere quella le acque devono essere batteriologicamente indenni esattamente come quelle che sono state trovate quando sono stati fatti i saggi del secondo pozzo».

Inizialmente ai Poggetti Vecchi si potrà beneficiare della purezza dell’acqua termale e dei fanghi. Poi, Aldo, Luigi e Tommaso, insieme a Patrizia e a Deanna, potranno pensare a tutti gli altri servizi che potrebbero trovare su quei dieci ettari di terreno. «L’unico obiettivo che ci siamo dati - aggiunge Aldo - è quello di valorizzare il nostro territorio. Qua abbiamo tutto il necessario per farlo e con questo progetto stiamo tentando di farlo nel miglior modo possibile».
 

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