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Pasticceria a ostacoli per i disabili: il locale corre ai ripari - Video

La Tuile, finita nel mirino per i tavoli non a misura di persona in sedia a rotelle, rimedia e realizza un ripiano ribassato e un “cuscinetto” per la soglia

La pasticceria mantiene la promessa: "Ecco gli interventi per i clienti disabili" La Tuile, finita nel mirino per i tavoli non a misura di persona in sedia a rotelle, rimedia e realizza un ripiano ribassato e un “cuscinetto” per la soglia. Il titolare del locale spiega gli interventi fatti in poche ore dai reclami (video Bf) - L'ARTICOLO

GROSSETO. Aveva promesso una soluzione nel giro di due settimane. E invece già lunedì, a quarantott’ore dalla segnalazione che nel suo locale non c’erano tavolini ad altezza di clienti in carrozzella, Luca Mancuso, titolare della pasticceria e caffetteria La Tuile di via de’ Barberi a Grosseto, ha chiamato il falegname e fatto costruire un ripiano ribaltabile a uso di chi non riesce a consumare caffè e pasticcini – vera delizia della produzione artigianale creata dalla chef pâtissière Jennifer Orlando – sui tavoli, più alti di qualche spanna rispetto alle misure standard.

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La polemica era scoppiata dopo che l’attivista grossetana per i diritti delle persone disabili, Lorella Ronconi, che è in carrozzina, sabato era andata all’inaugurazione del locale, gestito da Luca con il fratello Marco. Ronconi aveva lamentato che non ci fossero tavoli a misura di chi è costretto in sedia a rotelle e, appena uscita, si era sfogata in un video su Facebook, lamentando anche di essersi sentita trattata con freddezza.

Il problema degli arredi inaccessibili ai disabili è purtroppo comune a molti locali, non solo bar ma anche negozi (gli specchi, ad esempio, sono fissati in alto a misura di chi sta in piedi; banconi e casse sono anch’essi alti), tanto che la questione sollevata da Ronconi va al di là del caso specifico e abbraccia quella che lei chiama una «nuova moda degli architetti e dei designer d’interni di arredare con tavoli alti». A dicembre Il Tirreno raccontò un pomeriggio di shopping negato a chi è in carrozzina, seguendo proprio Lorella per i negozi del centro e documentando questi e altri ostacoli che impediscono alle persone in carrozzina di muoversi in modo autonomo in città, a partire dai marciapiedi sconnessi e dalle soglie “anticarrozzina” dei negozi.

Facile immaginare la delusione e la frustrazione, per la paladina dei diritti dei disabili, nel vedere che un locale nuovo di zecca non contemplasse alcun punto a misura di carrozzina. La qual cosa non è prevista dalla legge – che impone toilette per disabili e ingressi accessibili, nel caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni – ma è comunque un’esigenza di una fetta consistente della popolazione. «È stata una nostra disattenzione», dice Luca, sinceramente dispiaciuto. «Ci sta a cuore l’accessibilità per tutti – aggiunge – e ci scusiamo. Per questo abbiamo subito provveduto a trovare una soluzione. Purtroppo il locale è piccolino e non c’è spazio per mettere dei tavoli bassi. Questa penisola richiudibile la si può usare all’occorrenza ed è bella resistente».

Non solo. Ronconi ha anche lamentato che la soglia d’ingresso ha uno scalino. Impercettibile per chi cammina sulle proprie gambe, ma d’ostacolo a chi si muove in carrozzina da solo. «I lavori che abbiamo fatto hanno riguardato solo l’interno – spiega a tal proposito il titolare – non la soglia. Anche volendo, non potrei sistemarla con del cemento perché il Comune mi farebbe la multa per occupazione di suolo pubblico». Anche in questo caso il falegname è stato d’aiuto. «Ci ha fatto una sbarra in legno rimovibile che si può mettere per smussare l’angolo».

Insomma, una risposta – e velocissima – La Tuile l’ha data. Lunedì Luca ha pubblicato a sua volta su Facebook un video per mostrare il tavolino a ribalta. «Ci dispiace solo per i tanti commenti negativi che abbiamo letto anche dopo aver adottato queste soluzioni», spiega rivolto ad alcuni che hanno parlato di un «tavolino da punizione», visto che chi lo usa resta rivolto verso la parete. «Purtroppo le dimensioni del locale non consentono di fare altrimenti».

 

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