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«Troppi furti nel locale». Bar chiude dopo 37 anni

La dolorosa decisione di Paolo Roventini: «Oltre 100mila euro tra danni e bottino». A nulla sono valse le dieci telecamere installate nell’area di servizio di Scarlino

SCARLINO. Dopo trentasette anni di attività lo storico bar da Ugo, alla Sam di Scarlino, è stato costretto a chiudere per i troppi furti subiti: nove in tutto in soli due anni.

Così Paolo Roventini ha deciso di rinunciare all’attività storica della sua famiglia. Ma con la chiusura perdono il lavoro quattro persone: i tre dipendenti del bar e la figlia del proprietario. Insieme al padre Roventini aveva aperto lo storico hotel scarlinese il Rodeo nel 1968 e nel 1980 si era poi spostato al bar tabacchi della stazione di servizio. Un’attività che per trentacinque anni è rimasta aperta ventiquattro ore su ventiquattro. Solo negli ultimi due anni infatti il bar non faceva più orario continuato: una scelta dettata dalla chiusura notturna della stazione di servizio.

Il video sulla situazione dei furti ai danni dei negozi in Toscana.

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«Fino a due anni fa anche il distributore rimaneva aperto tutta la notte – dice Roventini – poi hanno scelto di chiudere e anche io per paura di subire le rapire ho fatto lo stesso. Da lì è stata la mia disgrazia perché sono iniziati i furti». Per nove volte in questi ultimi due anni i ladri si sono introdotti all’interno del bar rompendo le vetrate e portando via i tabacchi.

Furti che ogni volta costavano a Roventini dai 7mila ai 9mila euro. «Ultimamente il lavoro era calato tanto e a questo si aggiunge la somma di 100mila euro che ho perso a causa dei reiterati furti – dice Roventini – così ho deciso di chiudere perché non ne valeva più la pena. Oltre ai nove furti ho poi subito anche due tentati furti, in questo caso non hanno rubato nulla ma ho dovuto ripagare i danni».

A nulla sono servite le dieci telecamere presenti alla stazione di servizio e le due interne al bar: i ladri si sono sempre introdotti a piedi restando all’interno del locale solo pochi minuti.

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«Avevo anche un allarme interno collegato con i carabinieri – continua il proprietario – e dai filmati si vede bene tutto quello che fanno i ladri ma mai una volta sono stati presi». Un servizio quello delle telecamere che secondo Roventini non sarebbe utile al fine di scongiurare i furti: «avere le telecamere nel mio caso è stato di pochissima utilità – dice – l’unica cosa che ho chiesto è stato un controllo più assiduo da parte delle forze dell’ordine chiedendo di avere un presidio fisso per un periodo ma non ho mai visto niente».

Nel bar insieme a Roventini lavorava la figlia quarantatreenne, che adesso dovrà trovare un nuovo impiego, e tre dipendenti anch’essi dal 30 dicembre senza lavoro.

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Il bar oggi è stato rilevato dalla Sam che dovrebbe ristrutturare l’attività e forse riaprire cercando una nuova gestione.

Ma per Scarlino scompare un’attività storica: «Un altro pezzo di Scarlino se ne va e una parte di noi con lui; Ugo, storico fondatore del mitico bar che trovavi aperto giorno e notte, estate ed inverno, dove tabacchi caffè e giornali erano sempre disponibili a qualunque ora e posto di ritrovo e appuntamenti per tutta la comunità» scrive oggi un’affezionata cliente su Facebook. Finisce un’epoca e finisce a causa dei ladri che negli anni non hanno mai mollato la presa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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