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Addio Troniera, la culla delle Caretta sarà a Marina
ANIMALI E AMBIENTE

Addio Troniera, la culla delle Caretta sarà a Marina

Mentre resta chiuso lo storico acquario ospitato sulle Mura prende forma la nuova sede del Centro recupero tartarughe

GROSSETO. Era il 9 giugno 2016 quando una bomba d’acqua che inondò Grosseto mandò sott’acqua (anche) lo storico acquario ospitato nella Troniera degli Arcieri. Nonostante quel luogo fosse stato restaurato di recente quando venne chiuso, è molto probabile che qui, le stupefacenti Caretta Caretta non torneranno più. È altrove, a Marina, che sta prendendo forma la nuova sede del Centro recupero tartarughe marine. Un mese fa è stata acquistata la prima vasca nella quale far nuotare le ospiti, ma la strada è ancora lunga...

Sulle Mura. Ricordate l’acquario “conservato” nella Troniera degli Arcieri e trasformato, in anni più recenti, in centro di cura per tartarughe marine e laboratorio di didattica ambientale? Lo ricorda l’ex assessora Giovanna Stellini: quella trasformazione con valore aggiunto – che passò anche dalla firma di una convenzione con il Club subacqueo grossetano che si avvaleva di un team di esperti nella gestione (gratuita) della struttura – fu una sua creatura. «Mi dispiace che sia chiuso e che non ci sia più nulla – dice – Con un finanziamento del Monte dei Paschi, lì erano stati fatti diversi lavori. Me ne rammarico da cittadina, anche se un’amministrazione comunale ha la facoltà di assumere gli orientamenti che ritiene più opportuni». L’orientamento delle giunta del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna corre lungo la linea dell’affidamento di tutto il complesso monumentale delle Mura medicee all’istituzione Le Mura, dunque anche la Troniera degli Arcieri. Le tartarughe torneranno mai lì? «Stiamo facendo diversi sopralluoghi, anche nella zona di quella troniera – dice il presidente de Le Mura Alessandro Capitani – L’obiettivo è: riaprire più luoghi possibili. Ma non sappiamo ancora cosa andrà-dove. Certo è che per un acquario quel luogo era un po’ angusto e Marina mi parrebbe una locazione più consona per un centro dedicato alle tartarughe marine».

Qui Marina. Chiusa la sede della Troniera degli Arcieri, il gruppo scientifico, gli esperti – biologi, dottori naturalisti, veterinari – si è riunito in tartAmare: nata nel settembre 2016, l’associazione che è no-profit si occupa di curare e riabilitare gli esemplari di tartaruga marina salvati, di seguire la nidificazione sulle coste toscane, la schiusa delle uova e l’ingresso dei tartarughini in mare. Il Comune ha assegnato a giugno, a tartAmare una sede, a Marina, in via Bramante, dove è, in fase di crescita il Centro di recupero cura e riabilitazione delle tartarughe marine.

I progetti. «Si tratta di un bel locale – dice Luana Papetti, responsabile scientifica del Centro – forse anche più funzionale rispetto alla sede precedente. La questione è che ora la sede deve essere allestita». Il sogno? Attrezzare un laboratorio didattico per la scoperta del pianeta-tartarughe da parte di allievi e studenti ma anche spazi che permettano agli esperti di mettere a frutto le loro competenze: per esempio, la predisposizione di un ambulatorio con strumenti che offra le migliori cure alle tartarughe, incrementando le chance di sopravvivenza degli esemplari feriti e, soprattutto, l’acquisto delle vasche, l’habitat “ricreato”. L’attività di raccolta fondi è stata aperta da mesi e una vasca da 3mila litri è già stata acquistata. «Ce ne vorrà un’altra – aggiunge la responsabile – ma il sogno è quello di attrezzare il nostro centro con una moderna vasca da 10mila litri per la riabilitazione di esemplari mutilati o che hanno subito l’amputazione chirurgica di un arto. In tale vasca i nostri operatori potrebbero effettuare percorsi personalizzati di fisioterapia che assicurino alla tartaruga la possibilità di rientrare in mare al 100% delle proprie possibilità nonostante la disabilità». Se venisse raggiunto – servirebbero tra 10mila e 20mila euro – quella
vasca sarebbe pressoché un unicum in Toscana. I volontari di tartAmare ce la stanno mettendo tutta per mettere su iniziative e raccogliere i fondi. Se qualcuno volesse farsi avanti, adesso sa anche dove trovarli. E per saperne di più sui loro progetti, www. tartamare.org .



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