Quotidiani locali

Addio a Moreno Santi chef eclettico e creativo

Già titolare dell’Osteria dei Nobili Santi, è stato ucciso da un attacco cardiaco. A lungo è stato un punto di riferimento della ristorazione maremmana

MONTE ARGENTARIO. Si è spento, ucciso da un attacco cardiaco, Moreno Santi, chef conosciutissimo in Maremma e non solo per essere stato titolare di alcuni locali fra cui l’Osteria dei Nobili Santi e la Bussola. Da tempo Santi, 62 anni, si era trasferito a Ravenna per cercare nuovi stimoli per portare avanti la sua grande passione per la ristorazione e la cucina.

Un eclettico, un appassionato, una persona esuberante, una sorta di “Caravaggio” della cucina. Così lo ricorda e lo descrive chi l’ha conosciuto e ha lavorato con lui fianco a fianco per anni.

«Ho conosciuto Moreno – racconta Gianpiero Cesarini – nel lontano 1998 quando fui chiamato alla Rosa dei venti. Lui aveva lasciato per lanciarsi con il suo primo locale di proprietà a Porto Santo Stefano ed io venni chiamato a prendere il suo posto». Santi non era nato cuoco. «Con la sua passione e l’amore per la cucina – continua il collega chef – ha dimostrato che tutto è possibile».

Prendere il posto di Santi per Cesarini non fu una cosa facile. In ogni momento si faceva il nome di Santi. «Mi era diventato quasi antipatico e così una sera decisi di andare a conoscerlo andando a cena nel suo locale alla Bussola».

È qui che Cesarini conobbe Santi scoprendo una persona unica nel suo genere. «Aveva tantissima voglia di fare, tanta umiltà. Un uomo sempre pronto a imparare da tutti, anche dalle persone più giovani di lui. Nel 2010 ci siamo anche sfidati al ristorante dei Pescatori di Orbetello per promuovere il pesce povero».

Santi ha avuto per 6 anni, come capo sala nel suo locale l’Osteria dei Nobili Santi, sia a Porto Ercole che al Polo, Osvaldo Fiorelli. «Ero il suo pupillo in sala – ricorda Fiorelli – con lui sono stato molti anni. Aveva una grande passione per la cucina, era una sorta di Caravaggio». Santi era un entusiasta del suo lavoro. Per lui soddisfare le esigenze del cliente, sempre, era una cosa importantissima. «In questo ci capivamo benissimo, lui in cucina e io in sala

facevamo di tutto per soddisfare i clienti. Appena ho saputo nella sua morte mi sono venute in mente le nostre serate di fine anno passate al lavoro e in cui lui cantava». Sono tanti i momenti che Osvaldo ha passato con Moreno. «Era una persona speciale e ci mancherà».

 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Grosseto Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon