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Rianimazione chiude per 15 giorni Bellumori: «È un brutto scherzo?»

Il sindaco di Capalbio alza il velo sulle voci di sospensione del servizio per una manutenzione E scrive a Desideri e a Casamenti: «Gli arresti cardiaci non vanno in vacanza sulla neve a Cortina»

ORBETELLO. Il reparto di rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello potrebbe essere off limits per due settimane: a quanto emerge, il servizio sarà sospeso per una quindicina di giorni per manutenzione. La notizia ha allarmato il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, che ha immediatamente scritto al sindaco di Orbetello, Andrea Casamenti, in qualità di presidente dell’articolazione zonale Colline dell’Albegna, e al direttore generale della Asl sud est, Enrico Desideri per saperne di più.

«Scrivo per avere chiarimenti in merito alla presunta interruzione del servizio di rianimazione dell’ospedale di Orbetello per manutenzioni nel corso delle festività natalizie» mette nero su bianco Bellumori.

Il primo cittadino di Capalbio, non senza sarcasmo, dice che prevedere un’interruzione proprio di quel servizio a Natale è come credere che «gli arresti cardiaci, in quei giorni di festa, si trasferiscano tutti a Cortina». Come dire che, ad esempio, gli infarti – chiarisce – non si prendono una vacanza. Bellumori spera che si tratti «solo di un brutto scherzo», «Peccato – aggiunge – che il periodo è quello dell’Avvento e non quello del Carnevale».

Per il primo cittadino della Piccola Atene «la notizia dell’interruzione, se fosse confermata, sarebbe di una gravità estrema per il presidio della Costa d’Argento così come lo sono stati i graduali smantellamenti ora di un pezzo, ora di un altro».

Il sindaco di Capalbio teme, piuttosto, che dietro l’interruzione di 15 giorni ci sia altro. «L’ospedale di Orbetello – sottolinea – non è presidiato sufficientemente. Finirà per essere smantellato di quelle che sono le sue efficienze. Il caso della rianimazione non è il primo e non è il solo». In poche parole Bellumori teme che si stiano creando «i presupposti per togliere un altro servizio, facendo cadere tutto nell’oblio – aggiunge – e mettendo a dura prova anche le professionalità».

Visti i timori, le richieste di chiarimento indirizzate al sindaco di Orbetello (che abbiamo provato a contattare, senza successo) e a Desideri sono partite immediatamente. «Attendo a stretto giro un riscontro – dice Bellumori – perché a forza di dare carta bianca confidando in maggiori attenzioni verso l’ospedale, la carta è diventata straccia e sempre più i servizi gravano sulle spalle del personale medico e sanitario e vanno a discapito della salute e della integrità dei cittadini». A Bellumori non importa che, in caso di emergenza,
si possa correre a Grosseto: vuole che il servizio di rianimazione a Orbetello rimanga. Vuole delle rassicurazioni e non vuole che venga chiuso «come già successo per il reparto di maternità – dice – e per altri reparti che dovevano essere potenziati ma che poi non lo sono stati».

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